La procura federale riabilita Walter Adriani
«Il fatto non sussiste». Il mister dell’Ithir fu squalificato per 11 turni per frasi razziste mai pronunciate
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ITTIRI. Sono serviti tre mesi e un’intensa, accorata azione legale sostenuta anche da una videoregistrazione con un telefonino ma alla fine la macchia è stata lavata: Walter Adriani, allenatore della Sprint Ithir 2013 di Seconda categoria, non ha mai pronunciato l’odiosa frase di stampo razzista per la quale in primo grado era stato squalificato per ben 11 giornate dalla giustizia sportiva regionale.
È stato necessario l’intervento della Procura federale di Roma per scagionare definitivamente Adriani. Lo scorso 5 novembre l’arbitro lo aveva sentito dire “pugno di scimmie” agli avversari della Pagi Sassari, formazione che fa onore allo sport presentando solo giocatori extracomunitari.
«Parole mai pronunciate», giurava Walter Adriani, che aveva difeso la sua causa in maniera forte urlando ad alta voce la sua innocenza. Chi lo conosce sa di una vita dedicata con passione al calcio, dalla difesa della porta dell’Ittiri dalla serie D alla Promozione. Sa di una persona corretta ed educata, al quale una frase simile proprio non sembrava potesse appartenere. E lo ha dimostrato.
«Si dice giustizia è fatta, ed è vero, per quel che riguarda la mia riabilitazione – commentato l’assoluzione Adriani –, questo grazie alla Procura Federale di Roma che è intervenuta in secondo grado dopo che i fatti erano già stati valutati a Cagliari. In appello sono stati ascoltati tutti i testimoni che ho citato e sono state visionate le riprese della partita registrate da un telefonino. Così la mia squalifica è stata totalmente annullata. Dalla radice, perché “il fatto non sussiste”. È stato riconosciuto che le frasi che mi sono state attribuite dall’arbitro io non le ho proprio pronunciate».
«Rimane però un grande rammarico – conclude Adriani –, quello di essere stato frainteso in modo così clamoroso dall’arbitro, che attribuendomi quegli insulti ha rischiato di infangare il mio nome e la mia persona, prima come uomo di sport da una vita e in secondo luogo, aspetto non meno importante, come padre di famiglia. Ma alla fine sono contento che sia stata fatta chiarezza».
Franco Cuccuru
È stato necessario l’intervento della Procura federale di Roma per scagionare definitivamente Adriani. Lo scorso 5 novembre l’arbitro lo aveva sentito dire “pugno di scimmie” agli avversari della Pagi Sassari, formazione che fa onore allo sport presentando solo giocatori extracomunitari.
«Parole mai pronunciate», giurava Walter Adriani, che aveva difeso la sua causa in maniera forte urlando ad alta voce la sua innocenza. Chi lo conosce sa di una vita dedicata con passione al calcio, dalla difesa della porta dell’Ittiri dalla serie D alla Promozione. Sa di una persona corretta ed educata, al quale una frase simile proprio non sembrava potesse appartenere. E lo ha dimostrato.
«Si dice giustizia è fatta, ed è vero, per quel che riguarda la mia riabilitazione – commentato l’assoluzione Adriani –, questo grazie alla Procura Federale di Roma che è intervenuta in secondo grado dopo che i fatti erano già stati valutati a Cagliari. In appello sono stati ascoltati tutti i testimoni che ho citato e sono state visionate le riprese della partita registrate da un telefonino. Così la mia squalifica è stata totalmente annullata. Dalla radice, perché “il fatto non sussiste”. È stato riconosciuto che le frasi che mi sono state attribuite dall’arbitro io non le ho proprio pronunciate».
«Rimane però un grande rammarico – conclude Adriani –, quello di essere stato frainteso in modo così clamoroso dall’arbitro, che attribuendomi quegli insulti ha rischiato di infangare il mio nome e la mia persona, prima come uomo di sport da una vita e in secondo luogo, aspetto non meno importante, come padre di famiglia. Ma alla fine sono contento che sia stata fatta chiarezza».
Franco Cuccuru
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