rossoblù a sant’eulalia
Selfie, autografi e applausi per Joao Pedro e Castan
CAGLIARI. Autografi, selfie, foto di gruppo. Joao Pedro e Leandro Castan a Sant'Eulalia. Circondati da decine di ragazzini e genitori, in una festa nella festa: nel cuore della Marina si brinda e si...
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CAGLIARI. Autografi, selfie, foto di gruppo. Joao Pedro e Leandro Castan a Sant'Eulalia. Circondati da decine di ragazzini e genitori, in una festa nella festa: nel cuore della Marina si brinda e si prega per la patrona. L'evento, curato da Caritas, Fondazione Carlo Enrico Giulini e dalla parrocchia di don Marco Lai, ha colto nel segno. Pallone e solidarietà sullo stesso campo. I due brasiliani, uniti dal tocco e dall'appartenere agli Atleti di Cristo, hanno regalato attenzione a un tema attuale: l'attenzione da dedicare all'educazione delle nuove generazioni. «Ho un figlio piccolo, abbiamo il dovere e il piacere di impegnarci a fondo», le parole di JP10. Applausi convinti, con in prima fila tanti ragazzi extracomunitari.
Alla Marina la vita è senza sconti. "Fede, impegno, sport e successo" la cornice della serata curata dal marketing del Cagliari. «Nella parrocchia del dialogo e della multicultura, aperta verso il mondo, in un quartiere contaminato. Noi fraternizziamo e accogliamo», rimarca don Lai. «Sono cristiano protestante, credo in Gesù" risponde Castan al moderatore, il comico e attore Massimiliano Medda.
Sul calcio giocato questo il pensiero: «Stare un mese fuori non è stato facile. Ne ho approfittato per lavorare sulla condizione, mi manca solo la partita. La vittoria con la Spal? L'abbiamo preparata e voluta con tutte le nostre forze. Dobbiamo proseguire su questa strada domenica a Sassuolo».
Joao Pedro non molla: «Le quattro giornate le ho meritate. Ma adesso penso al futuro. Sono rientrato e sono molto contento. Il ruolo? Per caratteristiche meglio da seconda punta, ma col cambio modulo del mister mi adatto a fare anche la mezzala».
Su classifica e campionato Joao non concede magie: «Anche facendo risultati positivi a Sassuolo e a Verona col Chievo, non possiamo dirci tranquilli, il campionato è lungo».
I ragazzini fanno domande. «Per diventare professionista si devono fare sacrifici, devi crederci e non mollare. devi fare le cose per bene, faccio quel che sempre sognato e amato. Ma ho passato tanti natali e compleanni lontano dalla famiglia» aggiunge Castan. Che spiega: «La fede in Cristo mi ha aiutato. Quando siamo in difficoltà scopriamo le cose belle della vita. Giocavo nella Roma e in nazionale, poi ho avuto il tumore alla testa e ho capito davvero cosa valgono i miei figli e mia moglie, i miei genitori. Quel che conta solo le cose normali della vita, diamo l'esempio e riflettiamo prima di trascurarle».
Con gli applausi di bambini cinesi, di Bangla Desh e Pakistan, si passa dalla spiritualità al campionato. "Il mercato? Sappiamo cosa significa per un calciatore. Farias? Molto sereno, ha attraversato un momento particolare ma ha e ha sempre avuto tutto il nostro supporto».
Mario Frongia
Alla Marina la vita è senza sconti. "Fede, impegno, sport e successo" la cornice della serata curata dal marketing del Cagliari. «Nella parrocchia del dialogo e della multicultura, aperta verso il mondo, in un quartiere contaminato. Noi fraternizziamo e accogliamo», rimarca don Lai. «Sono cristiano protestante, credo in Gesù" risponde Castan al moderatore, il comico e attore Massimiliano Medda.
Sul calcio giocato questo il pensiero: «Stare un mese fuori non è stato facile. Ne ho approfittato per lavorare sulla condizione, mi manca solo la partita. La vittoria con la Spal? L'abbiamo preparata e voluta con tutte le nostre forze. Dobbiamo proseguire su questa strada domenica a Sassuolo».
Joao Pedro non molla: «Le quattro giornate le ho meritate. Ma adesso penso al futuro. Sono rientrato e sono molto contento. Il ruolo? Per caratteristiche meglio da seconda punta, ma col cambio modulo del mister mi adatto a fare anche la mezzala».
Su classifica e campionato Joao non concede magie: «Anche facendo risultati positivi a Sassuolo e a Verona col Chievo, non possiamo dirci tranquilli, il campionato è lungo».
I ragazzini fanno domande. «Per diventare professionista si devono fare sacrifici, devi crederci e non mollare. devi fare le cose per bene, faccio quel che sempre sognato e amato. Ma ho passato tanti natali e compleanni lontano dalla famiglia» aggiunge Castan. Che spiega: «La fede in Cristo mi ha aiutato. Quando siamo in difficoltà scopriamo le cose belle della vita. Giocavo nella Roma e in nazionale, poi ho avuto il tumore alla testa e ho capito davvero cosa valgono i miei figli e mia moglie, i miei genitori. Quel che conta solo le cose normali della vita, diamo l'esempio e riflettiamo prima di trascurarle».
Con gli applausi di bambini cinesi, di Bangla Desh e Pakistan, si passa dalla spiritualità al campionato. "Il mercato? Sappiamo cosa significa per un calciatore. Farias? Molto sereno, ha attraversato un momento particolare ma ha e ha sempre avuto tutto il nostro supporto».
Mario Frongia
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