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«Bologna, prima ti batto poi ti abbraccio»

di Mario Carta
«Bologna, prima ti batto poi ti abbraccio»

Serie A di basket. Al PalaSerradimigni la prima volta di Marco Spissu da padrone di casa contro la sua ex squadra

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SASSARI. Lo zero cresce, e unito ai numeri dei compagni ne moltiplica le qualità. E’ tutta farina di un sacco sassarese, Marco Spissu, 23 anni compiuti cinque giorni fa. Roba da grano durissimo, per un play tosto e faccia tosta quanto basta per prendersi la ribalta anche in serie A, dopo essere stato protagonista in A2 con la Virtus Bologna che proprio domenica alle 12 arriva al PalaSerradimigni. All’andata a Basket City fu festa, per il talento made in Sassari. Striscioni, applausi, targhe. E fu vittoria per le V Nere. Netta: 89-72.

Marco, adesso la Virtus viene a Sassari, come ricambierà la strepitosa accoglienza del PalaDozza?
«Impossibile replicare, quello è stato un giorno particolare, che non mi aspettavo. Tanti ricordi riassunti in un unico momento. A Bologna è stato un anno incredibile. Come potrei ricambiare? Facciamo così. Prima spero di vincere con la Dinamo, poi saluto chi è venuto».

Ci sono ancora tanti ex compagni.
«E’ rimasto un nucleo di 4-5 giocatori, dalla A2, ma ci sono i dirigenti, i tecnici, lo staff...»

Con chi ha legato in particolare?
«Direi con tutti, eravamo una squadra molto unita. Eravamo tutti molto legati. Sento ancora spesso tutti, ma in particolare anche per ragioni di età Spizzichini».

A Bologna è cresciuto, a Sassari sta crescendo ancora. Lo dicono i numeri.
«Beh, se lo dicono i numeri... Io so che mi sento bene e che mi trovo bene, e faccio quello che ho sempre sognato di fare, giocare a basket».

Lo dicono anche gli applausi dei tifosi.
«Io cerco sempre di mettere in campo l’anima, poi uno può battere le mani o fischiare. È il nostro lavoro».

Un gran bel lavoro.
«Quello che volevo fare da piccolo. Sono stato fortunato».

Come si batte Bologna?
«Con l’aggressività, mettendo sabbia nei loro ingranaggi. Ora loro sono in fiducia, ma noi dobbiamo giocare come sappiamo. Siamo una grande squadra, dobbiamo dimostrtrarlo anche domenica».

Giocare all’ora di pranzo può essere un problema?
«No, non penso. Ci stiamo anche allenando a mezzogiorno proprio per questo».

Com’è il nuovo arrivato, Bostic?
«E’ un gran difensore, non ti piglia la palla, è un giocatore di sistema, molto esperto».

Se dico Candi e Ruzzier in nazionale, cosa risponde?
«Che vuol dire che l’hanno meritato, non posso dire altro. Evidentemente sono stati notati i loro miglioramenti».

E Spissu cosa può fare per meritare un po’ di attenzione azzurra?
«Solo continuare a migliorare, quando è così non ci si può tappare occhi».

Siamo oltre metà campionato, la serie A è quella che si aspettava?
«E’ il mio primo anno, sapevo che contano molto fisicità e atletismo ma le partite e gli allenamenti passano e mi sto abituando».

Potrebbe tirare di più, sostiene qualcuno.
«Non è la mia prima opzione. Io cerco di far girare la squadra, poi se capita mi prendo le mie respnsabilità, certo».

Dove sarà la Dinamo il 9 maggio?
«Nei playoff, mi auguro. Poi, lì ogni partita fa storia a sé, e sognare non è proibito».

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