Sofia Goggia: «Voglio battere la Vonn»
La bergamasca è carica: «Temo solo me stessa, ma non farò la comparsa»
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PYEONGCHANG. Più che le avversarie teme le 'goggiate’. Uno svarione in partenza o un'inforcata e la gara perfetta si trasforma in incubo. Sul neologismo autoreferenziale Sofia Goggia, Olimpiade da esordiente ma seguito da numero uno, vuole il copyright: la campionessa degli sci, arrivata a Pyeongchang dopo un mese di gennaio «da cecchino» per usare le sue parole, e il doppio secondo posto lo scorso week end a Garmisch nella discesa alle spalle della nemica amatissima Lindsey Vonn, intanto dice di volersi «godere le prime Olimpiadi».
Anche se ancora lo spirito e l'adrenalina dei cinque cerchi non li sente sulla pelle, aspetta di «vivere grandi emozioni. E so che quando arriveranno saranno uniche» dice la bergamasca 25enne, che lunedì fa il debutto in gigante. «Da questa specialità non mi aspetto nulla - sorride - non ho mai mostrato di andare così forte: mi gioco la carta da outsider, mi piacerebbe rovinare la festa a qualcuno».
La verve è la solita, l'ironia pure. «L'unica cosa che mi può fregare sono io stessa, negli auto-sabotaggi sono la numero uno - ride l'azzurra della neve - se non li avessi fatti in passato sarebbe stato meglio ma il giorno in cui non ci saranno più cominciamo a preoccuparci».
A PyeongChang, allo Jeongseon Alpine center, la nuova Sofia nazionale un obiettivo lo ha chiaro: fare solo la comparsa proprio no. «In discesa voglio battere la Vonn - l'atto di sfida dell'azzurra - Con lei c'è una sana rivalità che fa bene al nostro sport. Ma parte da quando si apre il cancelletto a si chiude con la linea del traguardo. Poi si scherza insieme».
Anche se ancora lo spirito e l'adrenalina dei cinque cerchi non li sente sulla pelle, aspetta di «vivere grandi emozioni. E so che quando arriveranno saranno uniche» dice la bergamasca 25enne, che lunedì fa il debutto in gigante. «Da questa specialità non mi aspetto nulla - sorride - non ho mai mostrato di andare così forte: mi gioco la carta da outsider, mi piacerebbe rovinare la festa a qualcuno».
La verve è la solita, l'ironia pure. «L'unica cosa che mi può fregare sono io stessa, negli auto-sabotaggi sono la numero uno - ride l'azzurra della neve - se non li avessi fatti in passato sarebbe stato meglio ma il giorno in cui non ci saranno più cominciamo a preoccuparci».
A PyeongChang, allo Jeongseon Alpine center, la nuova Sofia nazionale un obiettivo lo ha chiaro: fare solo la comparsa proprio no. «In discesa voglio battere la Vonn - l'atto di sfida dell'azzurra - Con lei c'è una sana rivalità che fa bene al nostro sport. Ma parte da quando si apre il cancelletto a si chiude con la linea del traguardo. Poi si scherza insieme».
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