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Una sconfitta unisce le due Coree

Una sconfitta unisce le due Coree

Prima giornata di gare. Un ko da applausi per la mista Sud-Nord dell’hockey. Il disgelo prosegue

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PYEONGCHANG. Non hanno mai smesso di cantare e ondeggiare sincronizzate sugli spalti al ritmo della musica le cheerleader mandate al Sud dal regime di Kim Jong-un. In mano una bandiera che ha esordito ai Giochi invernali di PyeongChang, una Penisola azzurra su sfondo bianco, unica e senza confini spinati: mentre sulla pista ghiacciata del Kwandong Center, a Gangneung sulla costa, andava in scena un'altra pagina di storia.

La squadra di hockey femminile delle Coree unite, una faccia una razza, ha fatto il suo debutto, ha perso 8-0 con la Svizzera ma questo conta poco, o forse niente. Perché dopo la stretta di mano in mondovisione che ha riaperto un capitolo chiuso settanta anni fa, la Corea si è risvegliata con la speranza che i passi verso una riappacificazione vera non tornino indietro dopo la fine dei Giochi. Certo è che in due giorni Seul ha vissuto una piccola grande rivoluzione: Kim Yo-jong, giovane sorella del leader del Nord, dopo incontro e pranzo nella Cheong Wa Dae, la Casa blu residenza del presidente sudcoreano Moon Jae-in, si è trasferita allo stadio dell'hockey per assistere alla prima partita del team unito delle ragazze coreane. In tribuna al suo fianco anche il novantenne Kim Young-nam, capo delegazione dei coreani oltre il 38º parallelo, lo stesso presidente Moon e il numero uno del Cio, Bach.

L'altra Corea, quella delle cheerleader venute dal Nord, la cui performance ha convinto di più di quella delle hockeiste in un match del resto segnato in avvio, e poi tutto a senso unico per le svizzere. Sarah Murray, la ct canadese della Corea, doveva utilizzare almeno tre delle dodici giocatrici del Nord: e in campo sono scese Hwang Chung Gun, poco più di 7’ di gioco per l'atleta già protagonista nella sfilata unificata per aver portato la bandiera insieme al bobbista di Seul. Con lei a rappresentare il Nord Kim Un Hyang e Jong Su Hym, che ha potuto giocare più di 17’.

Ma numeri, gol subiti, insomma non è da ricordare, e certo non sarà facile proseguire il cammino nel torneo: però una vittoria è stata già messa a segno, anche contro gli scettici. Non manca infatti chi qui pensa si stia dando troppo spazio mediatico alla vicenda della riappacificazione, o che questa sia solo un'operazione di marketing.

Ma altri passi sono stati fatti: mentre l'America resta freddissima (il vicepresidente Pence era al pattinaggio, e la Nbc, colosso tv Usa, è finita sotto i riflettori per la gaffe in diretta per aver collocato PyeongChang in Corea del Nord senza scuse), il dittatore Kim ricambia l'invito al presidente Moon. E poi ci sono coreografie, tifo e gol, anche se subiti: se la politica non scioglierà quanto lo sport ha unito, allora sarà vittoria comunque.



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