Il grande cuore della Dinamo abbatte la Virtus Bologna
di Andrea Sini
Grande impresa dei biancoblù, che tirano fuori l’orgoglio dopo un pessimo primo tempo In un palazzetto rovente, i sassaresi risalgono dal -15 e nell’ultimo quarto cambiano passo
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SASSARI. Metà partita a farsi prendere a schiaffi, qualche altro minuto a cercare rialzare la testa, il resto a mulinare le braccia contro tutti e contro tutto, producendo difesa, canestri a raffica e tutto ciò che serve a ribaltare una partita che a un certo punto non era persa, ma stra-persa. La Dinamo scopre di avere un grande cuore e scopre soprattutto che per vincere è assolutamente necessario usarlo. Perché vanno bene le recriminazioni quando arrivano 13 errori consecutivi da oltre l’arco (è successo in avvio di gara), vanno bene le proteste quando gli arbitri entrano in confusione (nel terzo quarto), ma poi alla fine le partite si vincono giocandole sino in fondo. Col cuore, appunto.
A denti stretti. Sassari vince e vince bene, 82-74 contro una Virtus Segafredo Bologna in forma smagliante, reduce da quattro vittorie consecutive, 7 nelle ultime 8 partite. Un successo costruito con la difesa dei primi due quarti, che ha permesso alla squadra biancoblù (priva di capitan Devecchi e con Jones a mezzo servizio) di restare appesa con le unghie a una partita nella quale dal punto offensivo stava offrendo il peggio di sé: 11 punti segnati nel primo quarto, 14 nel secondo, compresa la tripla da canestro a canestro infilata da Hatcher sulla sirena prima del riposo. I ragazzi di Ramagli sono andati parecchio avanti, è vero (15-20, 20-35), ma non hanno mai dilagato come avrebbero potuto, dando un’altra chance a una squadra che sembrava un pugile suonato. Errore letale.
Orgoglio e rabbia. Se i dettagli hanno permesso a Bamforth e compagni di restare vivi (oltre la tripla da 25 metri, il miracoloso canestro del -7 di Hatcher prima del riposo), la cattiveria agonistica del secondo tempo ha cambiato completamente la gara: il secondo fallo tecnico fischiato a Pasquini e la conseguente espulsione del coach ha acceso definitivamente la miccia: il pubblico è “sceso in campo” e la Dinamo, da quel momento in poi guidata da Giacomo Baioni, ha messo in campo tutto: ancora una grande difesa (17 punti incassati nell’ultimo quarto), un dominio nettissimo a rimbalzo (16-4 negli ultimi 10’) e un attacco straripante, con un ultimo periodo da 32 punti.
Tutti per uno. Il dato più interessante è nascosto nelle pieghe dello score finale: i dieci giocatori sassaresi scesi in campo hanno segnato almeno 3 punti, e tutti – cosa piuttosto rara – hanno segnato almeno un canestro nel secondo tempo. La Dinamo si riprende il settimo posto e con il campionato che va in letargo (si torna in campo il 4 marzo a Milano), può tirare un attimo il fiato e lavorare con grande tranquillità. La corsa verso i playoff è ancora lunga, ma quella di ieri è una vittoria che può fare svoltare la stagione.
A denti stretti. Sassari vince e vince bene, 82-74 contro una Virtus Segafredo Bologna in forma smagliante, reduce da quattro vittorie consecutive, 7 nelle ultime 8 partite. Un successo costruito con la difesa dei primi due quarti, che ha permesso alla squadra biancoblù (priva di capitan Devecchi e con Jones a mezzo servizio) di restare appesa con le unghie a una partita nella quale dal punto offensivo stava offrendo il peggio di sé: 11 punti segnati nel primo quarto, 14 nel secondo, compresa la tripla da canestro a canestro infilata da Hatcher sulla sirena prima del riposo. I ragazzi di Ramagli sono andati parecchio avanti, è vero (15-20, 20-35), ma non hanno mai dilagato come avrebbero potuto, dando un’altra chance a una squadra che sembrava un pugile suonato. Errore letale.
Orgoglio e rabbia. Se i dettagli hanno permesso a Bamforth e compagni di restare vivi (oltre la tripla da 25 metri, il miracoloso canestro del -7 di Hatcher prima del riposo), la cattiveria agonistica del secondo tempo ha cambiato completamente la gara: il secondo fallo tecnico fischiato a Pasquini e la conseguente espulsione del coach ha acceso definitivamente la miccia: il pubblico è “sceso in campo” e la Dinamo, da quel momento in poi guidata da Giacomo Baioni, ha messo in campo tutto: ancora una grande difesa (17 punti incassati nell’ultimo quarto), un dominio nettissimo a rimbalzo (16-4 negli ultimi 10’) e un attacco straripante, con un ultimo periodo da 32 punti.
Tutti per uno. Il dato più interessante è nascosto nelle pieghe dello score finale: i dieci giocatori sassaresi scesi in campo hanno segnato almeno 3 punti, e tutti – cosa piuttosto rara – hanno segnato almeno un canestro nel secondo tempo. La Dinamo si riprende il settimo posto e con il campionato che va in letargo (si torna in campo il 4 marzo a Milano), può tirare un attimo il fiato e lavorare con grande tranquillità. La corsa verso i playoff è ancora lunga, ma quella di ieri è una vittoria che può fare svoltare la stagione.
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