L’orgoglio di Pasquini «Visto? Sappiamo come farci rispettare»
di Mario Carta
Il coach espulso è duro con gli arbitri: «Sassari è il top» Ora la sosta: «La sfrutterò per crescere ancora»
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SASSARI. A Sassari la testa non la abbassa nessuno, chiunque sia l’avversario. Nel basket non è tempo di elezioni, la par condicio dura tutta la stagione playoff inclusi e non solo quando si vota. E ieri la serie A al PalaSerradimigni ha espresso netta la sua preferenza per la Dinamo, nonostante gli exit poll negativi nella prima metà gara.
Coach Federico Pasquini contro Bologna è stato protagonista, contro i suoi principi che gli vedono mettere sempre davanti la squadra. Ma se prendi un tecnico, e prendi il secondo con espulsione annessa vuol dire che qualcosa da dire ce l’hai.
«Gli arbitri devono capire che questo pubblico e questa società meritano rispetto – ha spiegato il coach della Dinamo in sala stampa – è molto semplice. Quando siamo rientrati dal -15 abbiamo fatto due difese incredibili e si interviene in quella maniera? Non ci sto. Lavoriamo tanto, siamo una società modello a livello europeo, e se certo questo non vuol dire pensare di avere favoritismi, altrettanto certamente si pretende rispetto, non può accadere quello che è accaduto nei primi 6 minuti del terzo quarto. Non accetto la mancanza di rispetto verso chi lavora. Divento matto, e allora basta buona educazione ».
E “matto” è stato il Banco, che dopo l’intervallo ha cambiato pelle. «E’ stata la partita dura che mi aspettavo – prosegue Pasquini –, da playoff. In avvio eravamo accelerati, volevamo correre ma andavamo fuori giri. Nel secondo tempo 4-5 difese toste ci hanno dato fiducia in attacco, e anche la bomba da centrocampo di Hatcher ci ha dato fiducia. Poi, siamo stati bravi a saltare lo scalino del -1, quello che quando ci sei devi andare avanti. E da lì è andata liscia, abbiamo fatto vedere il nostro potenziale». Ora la pausa per la Final Eight di Coppa e per gli impegni delle nazionali. «Questa settimana lavoriamo – espone il programma Pasquini –, la seconda con i nazionali assenti darò qualche giorno di riposo, poi la terza settimana lavoro pieno».
Conciso coach Ramagli, per Bologna. «Noi abbiamo avuto energia nella prima metà gara, la Dinamo nella seconda. Brava Sassari, noi abbiamo dovuto fare a meno di Aradori ma non la uso come scusa. La differenza l’ha fatta l’energia».
Coach Federico Pasquini contro Bologna è stato protagonista, contro i suoi principi che gli vedono mettere sempre davanti la squadra. Ma se prendi un tecnico, e prendi il secondo con espulsione annessa vuol dire che qualcosa da dire ce l’hai.
«Gli arbitri devono capire che questo pubblico e questa società meritano rispetto – ha spiegato il coach della Dinamo in sala stampa – è molto semplice. Quando siamo rientrati dal -15 abbiamo fatto due difese incredibili e si interviene in quella maniera? Non ci sto. Lavoriamo tanto, siamo una società modello a livello europeo, e se certo questo non vuol dire pensare di avere favoritismi, altrettanto certamente si pretende rispetto, non può accadere quello che è accaduto nei primi 6 minuti del terzo quarto. Non accetto la mancanza di rispetto verso chi lavora. Divento matto, e allora basta buona educazione ».
E “matto” è stato il Banco, che dopo l’intervallo ha cambiato pelle. «E’ stata la partita dura che mi aspettavo – prosegue Pasquini –, da playoff. In avvio eravamo accelerati, volevamo correre ma andavamo fuori giri. Nel secondo tempo 4-5 difese toste ci hanno dato fiducia in attacco, e anche la bomba da centrocampo di Hatcher ci ha dato fiducia. Poi, siamo stati bravi a saltare lo scalino del -1, quello che quando ci sei devi andare avanti. E da lì è andata liscia, abbiamo fatto vedere il nostro potenziale». Ora la pausa per la Final Eight di Coppa e per gli impegni delle nazionali. «Questa settimana lavoriamo – espone il programma Pasquini –, la seconda con i nazionali assenti darò qualche giorno di riposo, poi la terza settimana lavoro pieno».
Conciso coach Ramagli, per Bologna. «Noi abbiamo avuto energia nella prima metà gara, la Dinamo nella seconda. Brava Sassari, noi abbiamo dovuto fare a meno di Aradori ma non la uso come scusa. La differenza l’ha fatta l’energia».
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