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Cigarini out, il Cagliari perde il regista

di Roberto Muretto
 Cigarini out, il Cagliari perde il regista

Confermata la frattura al collo del piede, il centrocampista starà fuori a lungo. Diego Lopez studia nuove soluzioni

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CAGLIARI. Il Cagliari ha perso il “cervello”. Battute a parte, l’infortunio di Luca Cigarini (gli accertamenti hanno confermato la frattura all’osso del collo del piede) è un problema di cui Diego Lopez avrebbe fatto volentieri a meno. I tempi di recupero del regista sono da valutare e per il tecnico uruguaiano si pone un problema serio. Inutile negare che nell’organico del Cagliari non c’è un giocatore con le stesse caratteristiche di Cigarini. Può essere adattato Barella, ma non è quello il suo ruolo. La gara col Sassuolo ha confermato che Nicolò è più a suo agio da interno destro o sinistro. Chi gioca davanti alla difesa deve avere velocità di pensiero, mentre Barella ha la tendenza a portare palla. Un dettaglio? Per nulla in una zona così importante del campo. Lopez cambiando il modulo è riuscito a dare più equilibrio alla squadra, chissà che non tiri fuori dal cilindro una soluzione a cui nessuno ha pensato. Non può essere Fabrizio Caligara, sicuramente un ragazzo di talento, forse non ancora pronto per dargli tutta questa responsabilità.

Solidità. Due partite senza subire gol. Al Cagliari era già successo nel girone di andata dopo le vittorie contro Crotone e Spal. Ma se allora il reparto difensivo mostrava qualche pecca, adesso sulla fase di non possesso sono stati fatti passi da gigante. L’arrivo di Castan, la crescita di Ceppitelli e Andreolli, hanno rafforzato il concetto di compattezza, tasto sul quale il mister batte dal primo giorno. Senza dimenticare che al momento sono diventati “riserve” Romagna e Pisacane, giocatori che quando sono stati chiamati in causa hanno dato un gran contributo. La squadra non diventa un elastico, si mantiene corta, copre tutte le zone del campo, chiudendo le linee di passaggio. Ancora ci sono difetti da limare ma contro Spal e Sassuolo, i meccanismi hanno funzionato.

Cosa non va. Le ripartenze restano una lacuna da colmare. Domenica al “Mapei” sono stati sbagliati una quantità industriale di passaggi. Anche quelli più elementari. «Non possiamo permetterci di conquistare palla e perderla subito. Anche perchè abbiamo le potenzialità per fare meglio questa fase di gioco». Diego Lopez non poteva essere più chiaro e non ha avuto tremore a mettere il dito nella piaga. La sua analisi non può fermarsi al risultato, va oltre e a fuoco vengono messe soprattutto le cose che non funzionano. È questo il nuovo step da superare nel processo di crescita.

Duttilità. Intanto quella di Simone Padoin. Un valore aggiunto nella rosa del Cagliari. «Lui è uno di quelli che devi tirare a forza fuori dal campo. I più giovani prendano esempio», ha detto Lopez parlando del centrocampista. A destra o a sinistra, alto o basso, per lui non è un problema e il rendimento non cambia. Per un allenatore un calciatore con queste doti è una risorsa importantissima. Forse non è duttile come Padoin, ma anche Joao Pedro può essere utilizzato in più ruoli. Da mezzala, dietro gli attaccanti o da seconda punta. Non c’è dubbio che il brasiliano si trova più a suo agio se può stare vicino alla porta, ma è migliorato tantissimo nella fase di non possesso e in campo lo si vede spesso rincorrere gli avversari e usare (forse anche troppo) le maniere forti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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