Lo sci in ostaggio di vento e gelo
Programma rivoluzionato: saltano la libera maschile e il gigante femminile, in forse la combinata
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PYEONGCHANG . Alla fine il rischio è di dover comprimere in tre giorni un programma di gare di sei giorni. È caos per lo sci alpino ai Giochi Olimpici di Pyeongchang dopo il rinvio della discesa libera maschile e dello slalom gigante femminile a causa delle condizioni meteo avverse. Anche la combinata uomini - prevista martedì con prove alle 3,30 e alle 7 italiane - è a rischio, mentre una prova del superG maschile è saltata. Il vento continua a spazzare i comprensori di Jongseon e Yongpyong, dove sono previste le discipline veloci di sci alpino, con raffiche di oltre 100 km orari e temperature artiche fino a meno 25 gradi.
Il programma delle gare è stato rivoluzionato: la discesa libera maschile si correrà il 15 febbraio (ore 3 italiane), in mezzo alle due manches del gigante (la prima alle 1.30, la seconda alle 5.15) e il supergigante maschile è slittato al 16 febbraio (alle 3). Se anche la combinata dovesse saltare, l'unica casella vuota per un recupero è mercoledì, in concomitanza con lo slalom speciale donne (prima manche alle 2.15, seconda alle 5.45). «Sono giochi invernali – spiega Sung Baik You, portavoce del comitato organizzatore delle Olimpiadi – e ci sono problemi per i forti venti. È difficile sopportare queste condizioni anche per gli spettatori. Secondo le previsioni freddo e vento proseguiranno fino a mercoledì e dal giorno dopo il tempo migliorerà. Ci sono preoccupazioni per le gare rinviate ma prima di tutto viene la sicurezza degli atleti. Le gare si faranno, però non si possono fare previsioni sul vento per più di tre giorni».
In base al programma entro venerdì le gare veloci maschili e quelle tecniche femminili devono essere concluse per il trasferimento a Yongpyong degli uomini e a Jongseon (dove c'è un'unica struttura ricettiva) delle donne. Un cambio di sede non banale, che prevede anche lo spostamento di attrezzature (ski room) e materiali per tutte le nazioni iscritte. Ovvero centinaia di persone che si spostano. Sullo sfondo incombe il pericolo di cancellare una gara, circostanza mai accaduta nella storia delle Olimpiadi (è successo per il supergigante ai Mondiali di Morioka nel 1993 a causa di una nevicata eccezionale). «Siamo pronti a tutto, possiamo fare le gare fino a 5 minuti prima della cerimonia di chiusura» ha ribadito Mark Adams, portavoce del Cio.
Ma i rinvii stanno creando problemi anche agli atleti costretti a vivere alla giornata senza avere la minima certezza su nulla. E in casa Italia, con tanti big a caccia di medaglie, comincia a trapelare più di un malumore.
Il programma delle gare è stato rivoluzionato: la discesa libera maschile si correrà il 15 febbraio (ore 3 italiane), in mezzo alle due manches del gigante (la prima alle 1.30, la seconda alle 5.15) e il supergigante maschile è slittato al 16 febbraio (alle 3). Se anche la combinata dovesse saltare, l'unica casella vuota per un recupero è mercoledì, in concomitanza con lo slalom speciale donne (prima manche alle 2.15, seconda alle 5.45). «Sono giochi invernali – spiega Sung Baik You, portavoce del comitato organizzatore delle Olimpiadi – e ci sono problemi per i forti venti. È difficile sopportare queste condizioni anche per gli spettatori. Secondo le previsioni freddo e vento proseguiranno fino a mercoledì e dal giorno dopo il tempo migliorerà. Ci sono preoccupazioni per le gare rinviate ma prima di tutto viene la sicurezza degli atleti. Le gare si faranno, però non si possono fare previsioni sul vento per più di tre giorni».
In base al programma entro venerdì le gare veloci maschili e quelle tecniche femminili devono essere concluse per il trasferimento a Yongpyong degli uomini e a Jongseon (dove c'è un'unica struttura ricettiva) delle donne. Un cambio di sede non banale, che prevede anche lo spostamento di attrezzature (ski room) e materiali per tutte le nazioni iscritte. Ovvero centinaia di persone che si spostano. Sullo sfondo incombe il pericolo di cancellare una gara, circostanza mai accaduta nella storia delle Olimpiadi (è successo per il supergigante ai Mondiali di Morioka nel 1993 a causa di una nevicata eccezionale). «Siamo pronti a tutto, possiamo fare le gare fino a 5 minuti prima della cerimonia di chiusura» ha ribadito Mark Adams, portavoce del Cio.
Ma i rinvii stanno creando problemi anche agli atleti costretti a vivere alla giornata senza avere la minima certezza su nulla. E in casa Italia, con tanti big a caccia di medaglie, comincia a trapelare più di un malumore.
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