Niente dimissioni, Graziani resta a Lanusei
Serie D, alla provocazione fatta in sala stampa non seguono i fatti. E la società rinnova la fiducia
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LANUSEI. Lo sfogo nel vittorioso post-partita di domenica con l'Anzio non ha avuto seguito a livello ufficiale, dunque Archimede Graziani rimane sulla panchina del Lanusei: le dimissioni del mister toscano, apparse a molti come una provocazione, sono rientrate. Ma come detto non sono mai state recapitate sulla scrivania del massimo dirigente Daniele Arras: alle parole dell’allenatore biancorossoverde non sono seguiti i fatti. Per nome della società ha parlato ieri mattina il direttore generale Alessandro Asoni, che era presente in sala stampa domenica: «Ho ascoltato con attenzione le parole del nostro allenatore, le dimissioni mi sono sembrate un gesto provocatorio, alla società non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale, come avviene in questi casi. Colgo comunque l’occasione per dire a nome della dirigenza che siamo contenti del lavoro che Graziani ha svolto sinora con grande professionalità. E abbiamo molta fiducia nel prossimo futuro con lui in panchina, se le dimissioni fossero arrivate in sede sarebbero state certamente respinte».
Ma i malumori restano, anche se il gruppo dirigenziale lanuseino si mostra coeso e impermeabile a certe situazioni, soprattutto per proteggere la squadra da pressioni esterne. Per chi non è molto informato sui fatti è necessaria una ricostruzione della vicenda che ha avuto origine già all'atto dell’avvicendamento in panchina tra Hervatin e Graziani, avvenuto dopo il derby ogliastrino perso contro il Tortolì, e alla vigilia della gara interna con il Flaminia, vittorioso esordio del mister toscano.
Proprio nella sua prima conferenza stampa Archimede Graziani parlò di “alcuni che erano pronti a fare il funerale”: evidente il riferimento a una parte della tifoseria che non aveva gradito il cambio in panchina, e allo stesso tempo mostrando pregiudizio nei confronti della sua persona.
L’esonero di Hervatin fu dettato esclusivamente dalla mancanza di risultati così come affermò la dirigenza in un comunicato: risultati che sono arrivati con Graziani che ha rimesso la squadra in corsa, se non per una salvezza diretta che sembra quanto mai velleitaria, almeno per sperare di giocare i play-out nella miglior posizione possibile. Ma i risultati non sono bastati a sopire i malumori di una parte della tribuna del Lixius, forse troppo legata a Hervatin, e dopo un'altra vittoria importante è arrivato il clamoroso gesto di 48 ore fa, Per ora solo un gesto.
Enrico Cuccu
Ma i malumori restano, anche se il gruppo dirigenziale lanuseino si mostra coeso e impermeabile a certe situazioni, soprattutto per proteggere la squadra da pressioni esterne. Per chi non è molto informato sui fatti è necessaria una ricostruzione della vicenda che ha avuto origine già all'atto dell’avvicendamento in panchina tra Hervatin e Graziani, avvenuto dopo il derby ogliastrino perso contro il Tortolì, e alla vigilia della gara interna con il Flaminia, vittorioso esordio del mister toscano.
Proprio nella sua prima conferenza stampa Archimede Graziani parlò di “alcuni che erano pronti a fare il funerale”: evidente il riferimento a una parte della tifoseria che non aveva gradito il cambio in panchina, e allo stesso tempo mostrando pregiudizio nei confronti della sua persona.
L’esonero di Hervatin fu dettato esclusivamente dalla mancanza di risultati così come affermò la dirigenza in un comunicato: risultati che sono arrivati con Graziani che ha rimesso la squadra in corsa, se non per una salvezza diretta che sembra quanto mai velleitaria, almeno per sperare di giocare i play-out nella miglior posizione possibile. Ma i risultati non sono bastati a sopire i malumori di una parte della tribuna del Lixius, forse troppo legata a Hervatin, e dopo un'altra vittoria importante è arrivato il clamoroso gesto di 48 ore fa, Per ora solo un gesto.
Enrico Cuccu
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