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Pattinaggio di legno, male il biathlon

Pattinaggio di legno, male il biathlon

PYEONGCHANG. Giornata da dimenticare per il biathlon azzurro ai Giochi Olimpici di Pyeongchang. Dopo il bronzo di Dominik Windisch, la squadra italiana ha messo in pista le sue stelle nelle gare ad...

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PYEONGCHANG. Giornata da dimenticare per il biathlon azzurro ai Giochi Olimpici di Pyeongchang. Dopo il bronzo di Dominik Windisch, la squadra italiana ha messo in pista le sue stelle nelle gare ad inseguimento ma con scarsi risultati. In campo femminile Dorothea Wierer ha chiuso al 15esimo posto la 10 chilometri Pursuit, preceduta dalla compagna Lisa Vittozzi, undicesima. Entrambe hanno pagato a caro prezzo l'imprecisione al tiro, in una serata sferzata dal vento e dal gelo (la temperatura era di -10 gradi): la Wierer è uscita subito dai giochi con un doppio errore ed ha chiuso con un tre su cinque al poligono, la Vittozzi ha fatto solo un po’ meglio con quattro su cinque. Male anche Nicole Gontier, che ha concluso la prova al 48esimo posto. L'oro è andato alla tedesca Laura Dahlmeier, argento per la slovacca Anastasiya Kuzmina e bronzo per la francese Anais Bescond.

Passaggio a vuoto anche in campo maschile, dove Dominik Windisch era in ottima posizione dopo la medaglia di bronzo nella 10 chilometri sprint. Il ventottenne altoatesino è partito male, con un doppio errore al primo poligono che lo ha tagliato fuori dai giochi per il podio. Alla fine ha concluso la 12,5 chilometri Pursuit al sedicesimo posto, con cinque colpi sbagliati. Meglio di lui ha fatto il compagno Lukas Hofer, decimo (tre errori) in una gara caratterizzata dalla entusiasmante rimonta del francese Martin Fourcade (argento allo svedese Sebastian Samuelsson e bronzo al tedesco Benedikt Doll). «Quando sono giunto al primo poligono – ha detto Windisch – ho rischiato per recuperare sui primi ma è andata male. C'era molto vento. Ero un po’ stanco, la notte scorsa ho dormito poco per l'emozione della medaglia di bronzo. Però alla partenza ero concentrato e convinto di fare bene». Non è andata benissimo neanche nel pattinaggio con gli azzurri appena dietro alle superpotenze del ghiaccio. La «mini nazione» chiamata Italia che a detta di Carolina Kostner pattina sul ghiaccio con poche piste e tanta passione, fa squadra e un po’ di polemica (soprattutto con i giudici) e si posiziona ai piedi del podio, dietro a Canada, Russia - anche se qui depauperata di vessilli e identità - e Stati Uniti che con Mirai Nagasu hanno tirato fuori dal cappello il colpo-show, un triplo axel con atterraggio perfetto mai fatto da una pattinatrice americana ai Giochi. Carolina Kostner, reginetta indiscussa della squadra azzurra delle lame, con fierezza difende il quarto posto: un piazzamento che ha l'odore della medaglia e di qualche rimpianto. «L'obiettivo per noi era stare qui in finale - dice l'azzurra - siamo una mini, mini nazione rispetto alle altre quattro e per questo dobbiamo solo essere orgogliosi».

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