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Cerbone alza la voce: basta con certi arbitri chiedo tutela alla Figc

 Cerbone alza la voce: basta con certi arbitri chiedo tutela alla Figc

Il mister contesta la squalifica dopo il rosso di domenica: «Il referto non è veritiero, se non volete i club sardi ditelo»

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OLBIA. E’ un autentico fiume in piena Raffaele Cerbone e non per le tre giornate di squalifica che il giudice sportivo gli ha inflitto, ma per quanto ha scritto il direttore di gara (Emmanuele della sezione di Pisa) nel suo referto. L’allenatore del Budoni è furente ed evidenzia gli aspetti che vanno oltre la sua squalifica. «Ci metto la faccia ma sono stanco di questi soprusi che ogni domenica dobbiamo subire come Budoni calcio e, più in genarale, come squadre sarde iscritte a un campionato nazionale. Sono un uomo di calcio che da giocatore ha calcato i campi di serie A, perciò ne ho visto di tutti i colori, ma quanto successo domenica scorsa non è accettabile. L’arbitro ha palesemente dichiarato il falso, ho chiesto prima cortesemente spiegazioni sul motivo del mio allontanamento dal campo (visto che nasce mentre richiamavo un mio giocatore su una punizione fischiata a nostro favore). Sono poi entrato nello spagliatoio del direttore di gara su suo invito. E invece salta fuori che gli avrei rivolto una frase irriguardosa. E’ la bugia più grande e clamorosa che sento in trentadue anni che faccio calcio: una vergogna».

Mister Cerbone cosa farà adesso?

«Sicuramente faccio ricorso perché la sentenza non è giusta. Ma quello che voglio evidenziare è l’aspetto che le squadre sarde non sono tutelate: vai in trasferta e ti prendono a pesci in faccia. E non i tifosi delle squadre avversarie, ma soprattutto le terne arbitrali che non vedono di buon occhio le trasferte nell’isola. Per quanto non successo domenica scorsa ho chiamato il presidente della Figc Sardegna per metterlo a corrente di quello che sta succedendo a livello nazionale, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Sono anni che prima da giocatore e poi da allenatore sono in Sardegna e mi sento sardo. Questo atteggiamento verso la nostra isola non deve ripetersi. Ci vogliamo svegliare e dare un segnale forte verso le istituzioni? Io sono stanco di subire ingiustizie e non posso permettere che passi questo messaggio. In questa stagione non avevo preso nemmeno una giornata di squalifica e orà starò fermo un mese, considerando anche la sosta. Mi attiverò affinchè venga tutelata la mia immagine. La squalifica è un provvedimento che mi stupisce e mi fa riflettere: sono anni che lo dico e non mi sbaglio, qui c’è un disegno contro le squadre e gli allenatori sardi, un abuso di potere da parte degli arbitri nei confronti dei club isolani. E’ giusto che intervenga la Federazione sarda nelle sedi opportune».

In tanti anni che gioca e allena in Sardegna, ne ha viste di cotte e di crude, ma questa volta si è superato il limite.

«Verissimo, sembra proprio che per giocatori e allenatori di formazioni sarde valga la regola “del tre” da parte del giudice sportivo: basta vedere l’ultimo comunicato: tre giornate a me, a Strumbo e a due giocatori della Nuorese: ci vogliono proprio mettere nelle condizioni di non finire la stagione?»

Paolo Muggianu



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