La staffetta azzurra è solo settima
Ancora un trionfo della Norvegia. Pellegrino: «Deluso ma ci resta la team sprint»
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PYEONGCHANG. Stecca la staffetta e ora il fondo italiano punta tutto sulla Team Sprint ai Giochi Olimpici di Pyeongchang. Il quartetto azzurro - Maicol Rastelli, Francesco De Fabiani, Giandomenico Salvadori e Federico Pellegrino - non è andato oltre il settimo posto nella 4x10 chilometri, vinta dalla Norvegia del fenomeno Johannes Klaebo (argento per i russi senza bandiera e bronzo per la Francia).
È dai Mondiali di Ramsau del 1999 che il tricolore non sventola sul podio nelle gare a squadre. Smaltita la delusione, l'Italia si prepara all'ultimo appuntamento di queste Olimpiadi, la Team Sprint di mercoledì prossimo (ore 11 italiane). Un avvicinamento complicato per il “caso” Dietmar Noeckler, compagno “storico” di Chicco Pellegrino (solo un mese fa trionfavano in Coppa del Mondo a Dresda): tensioni tra il poliziotto di Brunico e i tecnici - secondo quanto si è appreso - sono sorte riguardo alla partecipazione alla 15 chilometri (nella quale si è ritirato a metà gara).
Sono volate parole grosse, poi tutto è rientrato. «Un incidente di percorso che poteva essere evitato - commenta Pellegrino - ma abbiamo voltato pagina. Siamo un bel gruppo e una bella squadra. Ci sarà da lottare ma spero anche da divertirsi».
Nel caso in cui “saltasse” Noeckler è pronto De Fabiani, che potrebbe adattarsi bene ad un percorso “duro” come quello coreano. La decisione finale sulla formazione verrà presa oggi valutando condizione degli atleti e caratteristiche della pista.
Tornando alla staffetta 4x10, l'Italia era partita bene, i primi due frazionisti in tecnica classica, Rastelli e De Fabiani, sono rimasti incollati al gruppetto di testa. Il terzo, Giandomenico Salvadori, ha cercato di tenere il ritmo dei battistrada ma a metà frazione si è staccato, dando il cambio a Pellegrino con un minuto e 11 secondi di ritardo. «Non avevo altra scelta che partire forte - ha spiegato il valdostano - per andare a prendere il finlandese che era davanti e poi eventualmente assieme avremmo potuto cercare di colmare il buco, sfruttando la crisi di qualcuno».
È dai Mondiali di Ramsau del 1999 che il tricolore non sventola sul podio nelle gare a squadre. Smaltita la delusione, l'Italia si prepara all'ultimo appuntamento di queste Olimpiadi, la Team Sprint di mercoledì prossimo (ore 11 italiane). Un avvicinamento complicato per il “caso” Dietmar Noeckler, compagno “storico” di Chicco Pellegrino (solo un mese fa trionfavano in Coppa del Mondo a Dresda): tensioni tra il poliziotto di Brunico e i tecnici - secondo quanto si è appreso - sono sorte riguardo alla partecipazione alla 15 chilometri (nella quale si è ritirato a metà gara).
Sono volate parole grosse, poi tutto è rientrato. «Un incidente di percorso che poteva essere evitato - commenta Pellegrino - ma abbiamo voltato pagina. Siamo un bel gruppo e una bella squadra. Ci sarà da lottare ma spero anche da divertirsi».
Nel caso in cui “saltasse” Noeckler è pronto De Fabiani, che potrebbe adattarsi bene ad un percorso “duro” come quello coreano. La decisione finale sulla formazione verrà presa oggi valutando condizione degli atleti e caratteristiche della pista.
Tornando alla staffetta 4x10, l'Italia era partita bene, i primi due frazionisti in tecnica classica, Rastelli e De Fabiani, sono rimasti incollati al gruppetto di testa. Il terzo, Giandomenico Salvadori, ha cercato di tenere il ritmo dei battistrada ma a metà frazione si è staccato, dando il cambio a Pellegrino con un minuto e 11 secondi di ritardo. «Non avevo altra scelta che partire forte - ha spiegato il valdostano - per andare a prendere il finlandese che era davanti e poi eventualmente assieme avremmo potuto cercare di colmare il buco, sfruttando la crisi di qualcuno».
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