Squadra timida e con poche idee
dall’inviato
Fallito l’esperimento Padoin regista. Joao Pedro deve essere meno fumoso
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VERONA. I risultati di ieri hanno addolcito la pillola amara ingoiata dal Cagliari il giorno prima. I punti fidi vantaggio dalla terz’ultima restano otto (il Verona gioca oggi in casa della Lazio), ma restano anche le perplessità sulla prestazione dei rossoblù al “Bentegodi”. Il dito nella piaga lo ha messo Diego Lopez. Il tecnico ha bacchettato i suoi perchè prima di reagire hanno aspettato di prendere due ceffoni in faccia, invece di provare a far male all’avversario di turno, che ha mostrato tutti i suoi limiti quando è stato costretto ad abbassarsi.
Esperimento fallito. Padoin regista è una soluzione che che non ha convinto nessuno. Simone ha esperienza ma nel suo Dna calcistico non c’è la velocità di pensiero e nemmeno il passaggio in verticale. Il risultato è stato che contro il Chievo il Cagliari non ha mai fatto un passaggio in profondità, affidandosi quasi esclusivamente ai lanci lunghi, sperando nell’abilità di Pavoletti nel gioco aereo e in qualche rimpallo favorevole. «Non potevo rinunciare all’aggressività di Barella come mezzala», è stata la risposta del tecnico uruguaiano quando gli è stato chiesto di spiegare il perchè della scelta. In trasferta ci poteva anche stare, ma nelle gare in casa, quando si dovrà anche costrure, va trovata una soluzione diversa. Barella è comunque l’unica alternativa.
Fumo. Joao Pedro è stato il peggiore in campo a Verona. Ha sempre cercato la giocata complicata, finendo col consegnare il pallone agli avversari. Il brasiliano non è stato propositivo e anche nella fase di non possesso, più volte si è fatto trovare fuori posizione. Ha ragione Lopez quando dice che Joao ha le potenzialità tecniche per fare la differenza, ma solo se si limita a fare le cose normali, senza strafare.
Il modulo. Col senno di poi è troppo facile dire che Lopez poteva giocare con trequartista e schierare una punta in più. Certo, avrebbe mandato un messaggio chiaro agli avversari e forse anche alla sua squadra, ma prima di stravolgere un sistema di gioco che funziona e che ha consentito ai rossoblù di tirarsi fuori dai guai, bisogna pensarci bene, perchè se le cose vanno male le critiche arrivano lo stesso. E forse sono anche più feroci.
Bomber. Con il gol (inutile) segnato sabato sera, Leonardo Pavoletti è diventato il cannoniere principe del Cagliari. Ha realizzato finora sei reti, la maggior parte (cinque) sfruttando la sua migliore qualità: il colpo di testa. Bella stilisticamente l’acrobazia con la quale ha fatto secco Sorrentino, che poi gli ha negato con una parata da campione, la gioia della doppietta e della rete del pareggio. Pavoletti è una risorsa importante del Cagliari, un valore aggiunto che va sfruttato. I cross sono il suo pane preferito, ma se vengono fatti col contagocce, allora lo si costringe a giocare spalle alla porta e renderlo innocuo per gli avversari è più semplice. Un dettaglio che la Lopez non sarà sfuggito.
R.M.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Esperimento fallito. Padoin regista è una soluzione che che non ha convinto nessuno. Simone ha esperienza ma nel suo Dna calcistico non c’è la velocità di pensiero e nemmeno il passaggio in verticale. Il risultato è stato che contro il Chievo il Cagliari non ha mai fatto un passaggio in profondità, affidandosi quasi esclusivamente ai lanci lunghi, sperando nell’abilità di Pavoletti nel gioco aereo e in qualche rimpallo favorevole. «Non potevo rinunciare all’aggressività di Barella come mezzala», è stata la risposta del tecnico uruguaiano quando gli è stato chiesto di spiegare il perchè della scelta. In trasferta ci poteva anche stare, ma nelle gare in casa, quando si dovrà anche costrure, va trovata una soluzione diversa. Barella è comunque l’unica alternativa.
Fumo. Joao Pedro è stato il peggiore in campo a Verona. Ha sempre cercato la giocata complicata, finendo col consegnare il pallone agli avversari. Il brasiliano non è stato propositivo e anche nella fase di non possesso, più volte si è fatto trovare fuori posizione. Ha ragione Lopez quando dice che Joao ha le potenzialità tecniche per fare la differenza, ma solo se si limita a fare le cose normali, senza strafare.
Il modulo. Col senno di poi è troppo facile dire che Lopez poteva giocare con trequartista e schierare una punta in più. Certo, avrebbe mandato un messaggio chiaro agli avversari e forse anche alla sua squadra, ma prima di stravolgere un sistema di gioco che funziona e che ha consentito ai rossoblù di tirarsi fuori dai guai, bisogna pensarci bene, perchè se le cose vanno male le critiche arrivano lo stesso. E forse sono anche più feroci.
Bomber. Con il gol (inutile) segnato sabato sera, Leonardo Pavoletti è diventato il cannoniere principe del Cagliari. Ha realizzato finora sei reti, la maggior parte (cinque) sfruttando la sua migliore qualità: il colpo di testa. Bella stilisticamente l’acrobazia con la quale ha fatto secco Sorrentino, che poi gli ha negato con una parata da campione, la gioia della doppietta e della rete del pareggio. Pavoletti è una risorsa importante del Cagliari, un valore aggiunto che va sfruttato. I cross sono il suo pane preferito, ma se vengono fatti col contagocce, allora lo si costringe a giocare spalle alla porta e renderlo innocuo per gli avversari è più semplice. Un dettaglio che la Lopez non sarà sfuggito.
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