Ancora Arianna: e siamo a dieci
Bronzo della Fontana nei 1000 metri short track. Raggiunto il tetto di medaglie ipotizzato da Malagò
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GANGNEUNG. Il trionfo ha il sapore della liberazione e di un piatto di pasta, una pizza o un pezzo di cioccolata. Arianna Fontana l'Olimpiade della sua vita la chiude da trionfatrice, va via da PyeongChang con tre medaglie, l'oro preziosissimo sui 500, l'argento con le sorelle dello short track e a finire il bronzo sui 1000 metri, l'unica distanza su cui la collezionista seriale di podi ancora non aveva messo le mani. La prima delle grandi donne di questa Italia a rompere il ghiaccio con il titolo olimpico ha fatto strada e coraggio alle altre, da Michela Moioli a Sofia Goggia: e ora che il sipario è calato c'è da pensare al futuro. Non solo a quello suo: «Torno a casa e voto, dobbiamo svegliarci tutti», dice. «Sono state due settimane incredibili – sottolinea la regina dei pattini – tre medaglie sono tante, sono passati tanti anni da Torino quando ho vinto la mia prima e gli ultimi quattro sono stati pesanti. Pensavo di smettere, poi sono tornata: l'Olimpiade era lì e sono felice della scelta che ho fatto, e ringrazio tutti quelli che l'hanno sostenuta. Non so se continuerò».
Una sola gara fallita su quattro («Non era la mia giornata» ammette ricordando le gambe pesanti e i pattini piantati sul ghiaccio nei 1500 metri), una partecipazione ai Giochi che resterà memorabile. Da Torino a PyeongChang Arianna c'è sempre stata, e sempre è salita sul podio: otto medaglie totali, dietro solo a Stefania Belmondo. «Mi sento liberata e felice» dice, dopo una gara in cui in rimonta è riuscita a infilarsi alle spalle dell'olandese Suzanne Schulting e della canadese Kim Boutin. Non è mancata la caduta finale, l'intervento della Var dei pattini e il verdetto arrivato in differita: nessuna irregolarità, Fontana bronzo e la beniamina di casa Minjeong Choi ai piedi del podio. «Sapevo di aver fatto tutto bene, ma non ho esultato fino a quando i giudici non hanno dato il responso». Da questi Giochi porta via tante emozioni «e il fatto di averle trasmesse agli altri. Ora è finita: ho dato tutto nell'ultima gara in cui mi sono detta dai ti manca solo questa vattela a prendere. Mi godo anche l'oro che è già bello impacchettato e vado a festeggiare al ristorante con le ragazze della squadra».
La stagione ancora ha l'appuntamento con i campionati italiani e poi con i mondiali in Canada: «Sì, ma molto più rilassata. Smettere non è una decisione facile, questo sport ti trasmette un'adrenalina tale che dovrei trovare qualcosa che mi appassioni altrettanto e mi motivi a fare meglio». Sul futuro sa che «non metterà becco» suo marito Anthony: ma se smette la vita di Arianna sarà fifty fifty con gli Usa dove sta la famiglia Lobello.
Una sola gara fallita su quattro («Non era la mia giornata» ammette ricordando le gambe pesanti e i pattini piantati sul ghiaccio nei 1500 metri), una partecipazione ai Giochi che resterà memorabile. Da Torino a PyeongChang Arianna c'è sempre stata, e sempre è salita sul podio: otto medaglie totali, dietro solo a Stefania Belmondo. «Mi sento liberata e felice» dice, dopo una gara in cui in rimonta è riuscita a infilarsi alle spalle dell'olandese Suzanne Schulting e della canadese Kim Boutin. Non è mancata la caduta finale, l'intervento della Var dei pattini e il verdetto arrivato in differita: nessuna irregolarità, Fontana bronzo e la beniamina di casa Minjeong Choi ai piedi del podio. «Sapevo di aver fatto tutto bene, ma non ho esultato fino a quando i giudici non hanno dato il responso». Da questi Giochi porta via tante emozioni «e il fatto di averle trasmesse agli altri. Ora è finita: ho dato tutto nell'ultima gara in cui mi sono detta dai ti manca solo questa vattela a prendere. Mi godo anche l'oro che è già bello impacchettato e vado a festeggiare al ristorante con le ragazze della squadra».
La stagione ancora ha l'appuntamento con i campionati italiani e poi con i mondiali in Canada: «Sì, ma molto più rilassata. Smettere non è una decisione facile, questo sport ti trasmette un'adrenalina tale che dovrei trovare qualcosa che mi appassioni altrettanto e mi motivi a fare meglio». Sul futuro sa che «non metterà becco» suo marito Anthony: ma se smette la vita di Arianna sarà fifty fifty con gli Usa dove sta la famiglia Lobello.
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