Da Fonseca a Zola, una lunga serie di ex
di Enrico Gaviano
L’uruguaiano accolto come un messia poi insultò i tifosi. Magic box, un mito per aver lasciato Londra e scelto la Sardegna
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CAGLIARI. Sono stati tanti i giocatori che hanno vestito sia la maglia del Cagliari che quella del Napoli. Da Ottavio Bianchi a Foggia, da Cornacchia a Buso, tanti anche gli allenatori (9 sono stati sulle due panchine). Ma sicuramente i due calciatori rimasti impressi nella memoria dei tifosi rossoblù sono Daniel Fonseca e Gianfranco Zola. L’uruguaiano accolto come una star quando appena diciannovenne esordì in serie A, poi lasciò un amaro ricordo insultando i tifosi dopo un suo gol con il Napoli al Sant’Elia. Zola, invece, resta uno dei giocatori più amati in Sardegna.
Daniel Fonseca. L’attaccante sudamericano arrivò al Cagliari appena promosso in A nel 1990. Pur essendo giovanissimo giocava già nella nazionale di Tabarez, tanto che ai mondiali di Italia 90’ segnò alla Corea del sud il gol che consentì all’Uruguay di superare il girone eliminatorio. A Cagliari, prima con Ranieri e poi con Mazzone la consacrazione. In due campionati 50 partite e 17 reti, la prima delle quali (guarda caso) proprio a Napoli. Il 16 settembre del 1990 la matricola rossoblù, che aveva esordito perdendo per 3-0 in casa contro l’Inter, vinse al San Paolo per 2-1: vantaggio di Rocco, pareggio di Careca su rigore e gol decisivo grazie a una rasoiata di sinistro di Fonseca deviata da Corradini. L’attaccante fu ceduto da Cellino in estate al Napoli per 15 miliardi più il cartellino di Vittorio Pusceddu (altro doppio ex). A Napoli 58 partite e 31 reti. Nella sua prima partita a Cagliari da ex fu fischiato tantissimo e anche espulso. Si rifece nell’ottobre 1993 segnando una doppietta. Dopo il secondo gol anche un inelegante gesto dell’ombrello rivolto verso la curva nord,
Gianfranco Zola. Ben diverso invece il pensiero dei supporter cagliaritani nei confronti di Zola, secondo solo a Riva nell’immaginario collettivo. “Magic box” aveva esordito in serie A con il Napoli di Maradona, che puntò su di lui dopo le belle annate in C con la Torres. A Napoli 105 partite e 32 gol. Poi Parma e quindi Londra. Zola lasciò il Chelsea dove era considerato un eroe per provare a riportare il Cagliari in A, reduce da tre brutte stagioni nella cadetteria. Era il 2003. Zola, con al fianco compagni del calibro di Festa, Conti, Esposito e Suazo, riuscì nell’impresa. Il Cagliari finì il lunghissimo torneo (24 le squadre in campo) al primo posto al pari del Palermo. Nella astagione successiva, Gianfranco Zola fu di nuovo protagonista. Il Cagliari guidato da Arrigoni ottenne la salvezza senza grossi patemi d’animo. Nelle due stagioni n tutto 74 partite e 22 gol (31 gare e 9 reti in A). La più importante e certamente quella rimasta nella memoria collettiva a Cagliari, quella siglata il 16 gennaio 2005 al Sant’Elia al l’89’ di testa (!) sovrastando Zebina. Un gol che valse il pareggio contro la Vecchia Signora. Idolo per sempre.
Daniel Fonseca. L’attaccante sudamericano arrivò al Cagliari appena promosso in A nel 1990. Pur essendo giovanissimo giocava già nella nazionale di Tabarez, tanto che ai mondiali di Italia 90’ segnò alla Corea del sud il gol che consentì all’Uruguay di superare il girone eliminatorio. A Cagliari, prima con Ranieri e poi con Mazzone la consacrazione. In due campionati 50 partite e 17 reti, la prima delle quali (guarda caso) proprio a Napoli. Il 16 settembre del 1990 la matricola rossoblù, che aveva esordito perdendo per 3-0 in casa contro l’Inter, vinse al San Paolo per 2-1: vantaggio di Rocco, pareggio di Careca su rigore e gol decisivo grazie a una rasoiata di sinistro di Fonseca deviata da Corradini. L’attaccante fu ceduto da Cellino in estate al Napoli per 15 miliardi più il cartellino di Vittorio Pusceddu (altro doppio ex). A Napoli 58 partite e 31 reti. Nella sua prima partita a Cagliari da ex fu fischiato tantissimo e anche espulso. Si rifece nell’ottobre 1993 segnando una doppietta. Dopo il secondo gol anche un inelegante gesto dell’ombrello rivolto verso la curva nord,
Gianfranco Zola. Ben diverso invece il pensiero dei supporter cagliaritani nei confronti di Zola, secondo solo a Riva nell’immaginario collettivo. “Magic box” aveva esordito in serie A con il Napoli di Maradona, che puntò su di lui dopo le belle annate in C con la Torres. A Napoli 105 partite e 32 gol. Poi Parma e quindi Londra. Zola lasciò il Chelsea dove era considerato un eroe per provare a riportare il Cagliari in A, reduce da tre brutte stagioni nella cadetteria. Era il 2003. Zola, con al fianco compagni del calibro di Festa, Conti, Esposito e Suazo, riuscì nell’impresa. Il Cagliari finì il lunghissimo torneo (24 le squadre in campo) al primo posto al pari del Palermo. Nella astagione successiva, Gianfranco Zola fu di nuovo protagonista. Il Cagliari guidato da Arrigoni ottenne la salvezza senza grossi patemi d’animo. Nelle due stagioni n tutto 74 partite e 22 gol (31 gare e 9 reti in A). La più importante e certamente quella rimasta nella memoria collettiva a Cagliari, quella siglata il 16 gennaio 2005 al Sant’Elia al l’89’ di testa (!) sovrastando Zebina. Un gol che valse il pareggio contro la Vecchia Signora. Idolo per sempre.
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