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«Mi dispiace Diego ma sono costretto a darti un dispiacere»

«Mi dispiace Diego ma sono costretto a darti un dispiacere»

Messaggio di Jorginho al suo grande amico Farias «Conosco anche Rafael, quanti consigli mi ha dato»

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NAPOLI. «Se sono un calciatore il merito è di mia madre. Il pallone era la sua grande passione. Passavamo interi pomeriggi ad allenare la tecnica sulla sabbia. La sua determinazione nella vita è diventata la mia mentalità». Jorze Luiz Fiello Filho, o semplicemente Jorginho, è il “cervello” del Napoli. Il punto di riferimento del centrocampo. l’uomo dai “piedi di velluto” da cui hanno origine tutte le azioni degli azzurri. Nato in Brasile ma naturalizzato italiano, lancia scherzosamente la sfida al suo grande amico Diego Farias. «Mi dispiace per te, domani dobbiamo vincere».

Come è nata l’amicizia?

«Ci conosciamo da otto anni. A Verona lui era in prima squadra io nel settore giovanile ma spesso mi allenavo con loro. Con Diego abbiamo subito legato, c’è stato un periodo nel quale condividevamo la casa. Ha partecipato al mio matrimonio in Brasile. Ho un ottimo rapporto anche con Rafael, una persona speciale, che mi ha dato tanti consigli».

Probabilmente Farias domani non gioca.

«Mi dispiace anche se per noi è un vantaggio. Diego è forte, quando ha la palla tra i piedi può sempre inventare qualcosa. È abile nel dribbling».

Sarri ha detto che Cagliari è una trasferta insidiosa. Anche lei la pensa così?

«Il mister ha ragione. Giochiamo contro una squadra che fa del collettivo la sua forza e avrà dalla sua parte i tifosi. Dovremo dare il massimo».

Ma se l’ultima volta gli avete rifilato cinque gol.

«Perchè siamo stati bravi a rendere facile una gara complicata. Domani mi aspetto una battaglia».

Lo sa che tra le due tifoserie c’è grande rivalità?

«Non lo sapevo, ma mi sono reso conto che si tratta di una partita sentita. Non so cosa sia successo in passato, so per certo che dobbiamo tornare a casa con i tre punti».

Abbraccerà Pavoletti?

«Mi farà grande piacere farlo. Leo è un amico e sono contento che a Cagliari giochi con continuità. Gli auguro di segnare tanti gol, ma non domani».

A Cagliari c’è un quartiere che si chiama “Giorgino”, lo sapeva?

«Davvero? Non ero a conoscenza di questo. La notizia mi fa piacere, lo dirò ai miei compagni e sono sicuro che cominceranno a prendermi in giro».

C’è qualche giocatore che toglierebbe al Cagliari?

«Ho sentito parlare benissimo di Barella. Ma più dei singoli, credo che i sardi vadano rispettati come collettivo. Affrontiamo una squadra alla quale non dovremo consentire di prendere entusiasmo, altrimenti sono guai».

Conosce Joao Pedro?

«Non allo stesso modo di Farias e Rafael. Incarna lo spirito brasiliano, col pallone può fare qualsiasi cosa».

Radio mercato dice che Barella potrebbe essere uno degli obiettivi del Napoli.

«Questo non lo so. Però stiamo parlando di un giovane che sta facendo molto bene. I bravi calciatori da noi sono accolti a braccia aperte».

Lo scudetto è l’unico obiettivo rimasto.

«Proprio così. Daremo tutto per vincerlo. Un altro passo importante sarà la gara di domani sera a Cagliari».

A Napoli c’è tanto entusiasmo. È uno stimolo in più o fa crescere la pressione?

«I tifosi ci danno la carica, sono speciali. È un peccato che non possano seguirci in questa trasferta».

R.M.

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