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«La Dinamo è pronta a ripartire»

di Andrea Sini
«La Dinamo è pronta a ripartire»

Coach Pasquini pensa già a Milano: «In questi giorni lavoreremo al massimo per preparare questa gara difficilissima»

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di Andrea Sini

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Due settimane intere senza impegni sul campo, una terza in arrivo che servirà come rampa di lancio per la sfida di domenica in casa dell’Olimpia Milano. La Dinamo si sgranchisce le gambe per evitare che la lunga sosta invernale faccia rallentare troppo il passo in vista della volata finale verso i playoff.

La mancata qualificazione alla Final Eight e la successiva “finestra” sui calendari per gli impegni delle nazionali hanno di fatto lasciato la squadra di Federico Pasquini ai box per venti giorni. «Ma una pausa in questa fase della stagione può essere estremamente salutare – spiega il coach biancoblù –. Dopo tanti mesi di doppi impegni settimanali avevamo necessità di staccare. Certo, tre settimane sono lunghe e si perde un po’ il ritmo partita, ma nei prossimi giorni lavoreremo al massimo per farci trovare pronti. Mi auguro soprattutto di ritrovare la qualità del lavoro che ho visto nelle scorse settimane, prima della sosta, oltre alla chimica di gruppo che avevamo raggiunto».

Oggi i giocatori del Banco effettueranno un lavoro individuale, poi già domani al gruppo si uniranno i nazionali e la squadra inizierà ad allenarsi al cento per cento per l’impegno di domenica. «Facendo tutti gli scongiuri possibili, abbiamo recuperato gli infortunati e potremo allenarci al completo – sottolinea Pasquini –. Avere recuperato Stipcevic è importantissimo, e nel frattempo Bostic ha fatto passi avanti per inserirsi nel migliore dei modi negli ingranaggi del gruppo. Domenica ad Assago ci troveremo di fronte una squadra fortissima, che al di là del flop nella Final Eight proverà a riprendere il passo. Se Milano gioca da Milano, è di gran lunga la squadra più forte del campionato. Dopo le prestazioni esterne con Cantù e Reggio Emilia, dobbiamo limare quegli ultimi dettagli: le gare fuori casa sono e saranno il termometro dei nostri miglioramenti a livello di consistenza».

Com’è stata la Final Eight vista da fuori, al di là dell’amarezza per la mancata qualificazione? «C’è stato un grande equilibrio e alla fine sono andate avanti le squadre che sono arrivate a questo appuntamento senza pressione addosso, per un motivo o per l’altro. Chi è andato a Firenze leggero ha fatto meglio, si è espresso sui livelli migliori, mentre le squadre favorite, quelle che oltre tutto hanno avuto per mesi l’impegno delle coppe, si sono trovate in difficoltà. Lo stesso equilibrio c’è anche in campionato, dove al momento non esiste una squadra padrona».

Infine un commento sull’esperienza in Qatar dei giorni scorsi. «È stato un viaggio molto interessante. Abbiamo avuto modo di vedere quanto siano avanti a livello di strutture e mezzi economici, e di quanto entusiasmo abbiano. A livello di basket sono indietro – conclude Federico Pasquini –, ma ci siamo resi davvero conto di cosa possa fare la forza economica abbinata alla progettualità. Per noi è stato certamente un arricchimento importante».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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