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Il Cagliari si lecca le ferite ma è deciso a riscattarsi

di Roberto Muretto
Il Cagliari si lecca le ferite ma è deciso a riscattarsi

Contro il Napoli incassati sedici gol (dieci in casa) nelle ultime quattro partite Domenica la gara col Genoa diventa una tappa fondamentale per la salvezza

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INVIATO A CAGLIARI. Nelle ultime quattro gare col Napoli, sono sedici i gol incassati dal Cagliari (dieci in casa) e uno solo quello realizzato (al San Paolo). Quella azzurra è una squadra indigesta per i rossoblù. Prima Rastelli e adesso Lopez, non sono riusciti a trovare il sistema per mettere in difficoltà un avversario che fa brillare gli occhi agli esteti del pallone. Partite a senso unico, come quella di lunedì sera, che ha visto la formazione dei Quattro Mori incassare tanti ceffoni senza avere la possibilità di replicare. Eppure fino all’altro ieri il Cagliari contro le big non aveva fatto brutte figure. Anche Juventus e Inter, pur vincendo, hanno sofferto alla “Sardegna Arena” e goduto di qualche decisione arbitrale favorevole. Per i partenopei è stata una passerella, soprattutto nella ripresa. I rossoblù una volta andati sotto hanno alzato bandiera bianca, subendo una “manita”.

Il patron. Ai microfoni di Radio Radio il presidente Giulini ha commentato così la sconfitta: «Ci sentiamo bastonati e non vediamo l’ora di tornare in campo. I gol del Napoli non li dimenticheremo nemmeno se vinciamo la prossima gara». Il pesante ko fa male ma il numero uno del club rossoblù non mette in discussione il tecnico. «Lopez ha ragione - ha aggiunto -, l’atteggiamento del primo tempo è stato giusto. Purtroppo abbiamo commesso degli errori sui primi due gol. Forse potevamo fare di più nella ripresa, è stata davvero brutta». Infine una riflessione: «Noi come Cagliari ci diciamo sempre - che dobbiamo migliorare ma adesso questi miglioramenti devono avvenire. Se non avvengono quest’anno dovranno avvenire l’anno prossimo».

L’equivoco. Qualche volta agli allenatori viene chiesto di fare le nozze con i fichi secchi. Per onestà intellettuale va detto che nell’organico del Cagliari non c’ è un giocatore con le caratteristiche di Cigarini. L’infortunio del regista ha creato non pochi problemi a Lopez. In un ruolo così delicato non ci si può inventare. Il tecnico uruguaiano ha provato Padoin e l’esperimento è fallito. Ha provato col doppio mediano ma la costruzione del gioco è stata difficoltosa perchè neanche Barella ha nel suo Dna calcistico queste qualità. Rende molto di più da mezzala. Forse la società ha commesso un errore sul mercato quando ha deciso di non acquistare un altro centrocampista centrale. È arrivato il giovane Caligara ma se Lopez non lo ha ancora preso in considerazione un motivo ci sarà.

All’erta. I punti di vantaggio sulla terz’ultima sono diventati cinque. Tre in meno della settimana precedente. Le vittoria di Spal e Verona non hanno solo alzato la quota salvezza ma riaperto un discorso che sembra chiuso. Il Cagliari, atteso da un calendario complicato (Genoa e Benevento in trasferta, Lazio in casa) dovrà fare molta attenzione. La gara di domenica prossima a “Marassi” diventa una tappa fondamentale. Non si può fallire, servono punti per non dare speranze a chi sta dietro.

Joao non va. Doveva essere il valore aggiunto, ma nelle ultime due partite ha “toppato”. Il brasiliano ha fatto male a Verona schierato da mezzala sinistra. Lopez ha deciso di farlo giocare nel ruolo che preferisce, dietro le punte, ma anche col Napoli non ha dato il contributo che ci si aspetta da un calciatore della sua qualità. In questo momento il Cagliari ha bisogno del miglior Joao Pedro per mettere insieme i punti della tranquillità. A Genova il fantasista avrà la possibilità di riscattarsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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