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Theo applaude la Torres «Bisogna solo crederci»

di Sandra Usai
Theo applaude la Torres «Bisogna solo crederci»

Karasavvidis, bomber rossoblù nel 2000, sommerso dagli applausi al “Sanna” Il greco è procuratore, ha dato Lykogiannis al Cagliari: «Ma ho Sassari nel cuore»

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SASSARI. Dici Theo e nel popolo rossoblù si spalanca un mondo di ricordi, bellissimi e testimoni di un'annata spettacolare, datata 1999-2000 e conclusa con la promozione in terza serie.

A seguire la Torres domenica nella gara del campionato di Eccellenza col Valledoria c'era anche un signore greco, Theofilos Karasavvidis, che ha fatto il pieno di applausi al suo ritorno al Vanni Sanna dopo diciotto anni.

Fisico ancora da atleta, tanto da sentirsi chiedere dalla tribuna di cambiarsi e scendere in campo, il centrocampista che con la maglia torresina si scoprì goleador (19 reti in campionato, più 6 in Coppa Italia) ha accolto l'invito del presidente Salvatore Sechi a trascorrere qualche giorno nella città che non lo ha mai dimenticato. E che lui non ha dimenticato.

«L'emozione è stata grande, per la prima volta sono tornato nella città che mi è rimasta nel cuore, ho rivisto qualche compagno di allora e ho perfino ritrovato Tore Pinna ancora tra i pali. Con lui sono andato sotto la "nostra" curva a fine gara, sembrava che il tempo si fosse fermato».

«L'affetto che mi hanno dimostrato i tifosi – prosegue in un ottimo italiano – è stato qualcosa di grande, sono felice che mi ricordino ancora, dopo così tanto tempo, e io ricorderò sempre loro. Seguo sempre le vicende della squadra e prometto che verrò più spesso a Sassari, magari per collaborare col presidente Sechi che a quei tempi era il numero due della società».

«Karasavvidis è stato una nostra scommessa, vinta al di là dei numeri e del tempo. Ben pochi giocatori - ha detto Sechi - hanno avuto il previlegio di entrare così nel cuore dei tifosi. Oggi è un mio amico e anche un consulente, spero che la Torres possa presto avvalersi della sua esperienza nel suo nuovo campo».

L'ex rossoblù, dopo aver smesso di giocare nel 2006, è tornato in Grecia. Vive ad Atene, ha una figlia dodicenne e ha intrapreso la carriera di procuratore, ritagliandosi spazi importanti a livello europeo. Certo non può occuparsi di Eccellenza sarda.

«Ora siamo in una categoria non consona al suo operato - ha affermato Sechi - ma intanto non ci fa mancare preziosi consigli e quando saliremo potremo instaurare una collaborazione più proficua».

Intanto, Karasavvidis resta legato alla Sardegna anche per lavoro, oltre che con gli affetti. L’ultima, è la proficua collaborazione con il Cagliari. L’ultimo arrivo sul mercato di riparazione nella formazione rossoblù è stato infatti il difensore Lykogiannis, che rientra nella sfera dei giocatori assistiti dall’ex bomber della Torres.

Con una felpa rossoblù con la scritta Torres a grandi lettere, indossata con orgoglio, Theo ha sorriso a tutti e sostenuto le speranze del presidente: «Invito i tifosi sassaresi ad avere fiducia nel suo progetto, ci vuole pazienza per andare lontano. Quello della mia Torres era un grande gruppo, eravamo amici anche fuori dal campo e la squadra di oggi gli somiglia tanto. Bisogna crederci». Nelle sue (poche ma intense) giornate sassaresi il capocannoniere di quel fantastico Duemila rossoblù, arrivato dal Panionios e diventato presto, a suon di gol, da oggetto misterioso a idolo ancora oggi ricordato con affetto e nostalgia, ha riallacciato i contatti con amici e compagni di quella vittoriosa avventura. Questa prima visita, c'è da giurarci, per Theo non sarà l'ultima.

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