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Il guanto di sfida di Rossettini: isola nel cuore ma niente sconti

Il guanto di sfida di Rossettini: isola nel cuore ma niente sconti

GENOVA. Con la maglia del Cagliari debuttò in campionato il 26 agosto 2012 proprio contro il Genoa. Quella partita poi andò male (2-0 per i liguri, gol di Merkel e Immobile) nonostante un gran colpo...

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GENOVA. Con la maglia del Cagliari debuttò in campionato il 26 agosto 2012 proprio contro il Genoa. Quella partita poi andò male (2-0 per i liguri, gol di Merkel e Immobile) nonostante un gran colpo di testa respinto sulla linea da Frey. E dire che Luca Rossettini ci aveva provato a fare gol ai genoani, ma evidentemente doveva andare così. Ora infatti è un punto fermo della difesa di Ballardini (altro ex di turno) insieme a Spolli e Zukanovic e farà di tutto per rendere difficile la vita a Pavoletti, Han e Joao Pedro. Rossettini però non ha mai dimenticato la Sardegna, 102 presenze e 3 gol non sono certo trascurabili. Ecco perché per lui sarà una sfida speciale, anche se l’obiettivo resta chiaro: portare a casa i 3 punti e allontanare definitivamente le paure legate alla retrocessione. Alla Sardegna Arena finì 3-2 quando ancora sulla panchina del Genoa sedeva Ivan Juric e la situazione in classifica era parecchio diversa rispetto a quella attuale. Domenica al Ferraris probabilmente ci sarà anche Giuseppe Rossi e il Cagliari avrà un ulteriore grattacapo a cui pensare.

Rossettini col Cagliari ha vissuto 3 stagioni intense, cosa si porti dietro?

«Gli anni in Sardegna sono stati fondamentali nel mio percorso di crescita. Ho un ricordo bellissimo del Cagliari, della città, dei tifosi anche se abbiamo vissuto momenti altalenanti a livello di risultati. Ho tanti amici al di fuori del campo se poi ci aggiungi che mia figlia è nata lì ecco che il legame con l’isola non può che essere indissolubile».

L’anno della retrocessione però è stato duro…

«È vero, ma fa parte di un percorso, soprattutto quando rimani tanti anni all’interno dello stesso club. Quell’anno le aspettative su di noi erano molto alte perché eravamo un bel gruppo e abbiamo dato sempre tutto. Dispiace per come sono andate le cose alla fine».

Si sente ancora con qualcuno dei suoi ex compagni?

«Torno spesso in Sardegna, soprattutto d’estate, ma ho modo di sentirmi durante l’anno con Cossu, Dessena, Sau, Ceppitelli tutti ragazzi che ritroverò domenica volentieri. Il blocco di giocatori del Cagliari è più o meno lo stesso da anni e sono molto felice di rivedere anche Lopez allenatore con cui mi sono trovato benissimo. Poi ora è arrivato anche il preparatore dei portieri Colombo: io gli facevo da raccattapalle ai tempi del Padova».

Il Cagliari lotta nuovamente per la permanenza in Serie A, c’è qualche consiglio per i suoi ex compagni?

«Ho molta fiducia in Lopez. Lui sa come salvare il Cagliari e non penso ci sia allenatore migliore per quella piazza. È sereno, esperto, conosce tutti dunque saprà trovare le soluzioni opportune. Poi devo dire che hanno una rosa importante e mi auguro che possano farcela».

Prima però viene il Genoa…

«Senza dubbio. Noi non siamo troppo tranquilli ed è certamente uno scontro diretto. Non possiamo permetterci di rilassarci anche perché se dai confidenza a squadre come il Cagliari rimani fregato».

All’andata finì 3-2, quale fu la chiave per portare a casa i 3 punti?

«Quel risultato fu frutto del gioco che esprimevamo. Con Juric attaccavamo con tanti uomini sopra la linea della palla e questo ci ha permesso di avere tante soluzioni offensive. Allo stesso tempo però eravamo vulnerabili in difesa. Ora invece con Ballardini siamo la quinta miglior difesa del campionato»

Nelle ultime 2 giornate avete mostrato due facce: quella del 2-0 contro l’Inter e quella a Bologna. Qual è il vero Genoa?

«Non so quale sia il vero Genoa. Ci piacerebbe giocare sempre come contro l’Inter o contro la Lazio, ma non sempre è possibile. Sono certo che col Cagliari sarà una partita combattuta»

F.M.



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