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Joao Pedro e Sau bandiere ammainate

di Roberto Muretto
Joao Pedro e Sau bandiere ammainate

Stagione sull’altalena per il brasiliano e l’attaccante ma Diego Lopez potrebbe rilanciarli nella gara di domenica col Genoa

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CAGLIARI. Joao Pedro e Marco Sau: due giocatori innamorati della maglia rossoblù. Due bandiere che in questo momento sono ammainate ma che dentro covano una grande voglia di riscatto e non vedono l’ora di tornare a sventolare. In un momento così delicato del campionato, il brasiliano e l’attaccante sardo possono diventare pedine importanti per invertire il trend e mettere insieme i punti per avvicinarsi al traguardo salvezza. Una stagione sull’altalena per entrambi. Il fantasista ha segnato cinque gol, timbrato 21 presenze (due da subentrato), alternando buone prestazioni ad altre (per esempio le ultime due molto negative. Ha dovuto, inoltre, scontare quattro turni di squalifica per aver rifilato a gioco fermo un calcio a Chiesa, nella gara con la Fiorentina. Segnale di un nervosismo che non gli appartiene. L’attaccante di Tonara ha realizzato due reti. Diciannove le sue presenze, di cui dieci a partita in corso. Solo nove volte ha cominciato dall’inizio. È vero che gli infortuni non gli hanno dato tregua, ma Rastelli prima e Lopez poi, spesso lo hanno lasciato fuori.

Momento no. A Verona da mezzala sinistra e la settimana successiva in casa col Napoli, Joao Pedro non ha dato il contributo che ci si aspetta da un giocare in possesso delle sue qualità. Al “Bentegodi” è stato sostituito dopo 24’ della ripresa proprio da Sau, con la capolista è rimasto in campo per tutta la gara senza brillare. Nelle ultime due partite Sau ha giocato una ventina di minuti, lunedì scorso non si è mosso dalla panchina.Diego Lopez non boccia nessuno. È un allenatore che sa riconoscere quando sbaglia (magari non lo dice ai giornalisti), ma soprattutto sa che quando un calciatore ha voglia di riscattarsi, allora è il momento di dargli fiducia. Ecco perchè a “Marassi”, sponda Genoa, entrambi potrebbero partire tra i titolari.

La sorpresa. Col Napoli Han tra i primi undici non se lo aspettava nessuno. Una scelta coraggiosa, che l’attaccante nordcoreano ha ripagato. È stato il migliore in campo, è andato vicinissimo al gol, ha regalato qualche giocata che ha strappato l’applauso dei tifosi. Poi si è spento come tutto il resto della squadra. Ma è una risorsa importante che va gestita con attenzione. Un calciatore in via di maturazione in possesso di colpi che possono fare male all’avversario di turno. Lopez avrà il coraggio di schierarlo anche domenica? Oppure punterà sull’usato sicuro? Considerato che la partita in Liguria ha valore doppio in chiave salvezza, ci rifletterà.

Rebus. Quello del regista è di difficile soluzione. Il tecnico che ha saputo tirare fuori dal cilindro il modulo 3-5-2 per ovviare alla mancanza di un terzino sinistro di ruolo, ora potrebbe fare altrettanto non avendo il sostituto di Cigarini. Già col Napoli ha provato il 3-4-1-2, con due mediani (Barella e Padoin) davanti alla difesa e Joao Pedro trequartista. Inutile negare che la costruzione della manovra risente della mancanza di “piedi buoni”. La prova? La squadra verticalizza pochissimo, arriva col contagocce sul fondo per effettuare il cross, si affida spessissimo ai lanci lunghi, sperando nella spizzata giusta di Pavoletti. Troppo poco per sperare di fare punti contro avversari di spessore. Domenica col Genoa bisognerà fare qualcosa di più se si vuole evitare di mettersi nei guai.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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