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Il caos Arezzo costringe l’Olbia a rientrare ai box

Rinviato il match del Nespoli in attesa dell’udienza per il fallimento dell’inguaiata società toscana

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OLBIA. In una giornata dimezzata dal maltempo, con quattro partite rinviate per colpa della neve, nel girone A della serie C ce n’è una che slitta per altre ragioni. Olbia-Arezzo non si disputerà. Questo pomeriggio il “Nespoli” resterà chiuso. L’incontro è stato rinviato a data da destinarsi in un estremo tentativo di preservare la già minata regolarità del campionato, in attesa dell’udienza sulla richiesta di fallimento della società toscana, in programma il 15 marzo.

Il presidente della Lega, Gabriele Gravina, ha disposto il rinvio delle gare dell’Arezzo che precederanno l’eventuale concessione dell’esercizio provvisorio. In particolare si è disposto il rinvio a data da destinarsi della prima partita in calendario, Olbia-Arezzo, in programma proprio oggi alle 14,30.

Il provvedimento, spiega la Lega, si è reso necessario all'indomani degli “incontri intervenuti con l'amministrazione comunale di Arezzo, preso atto che l’istanza di fallimento pendente nei confronti della società e la conseguente concessione o meno dell’esercizio provvisorio verranno discusse all’udienza del 15 marzo».

Si vuole “preservare la regolarità della competizione – recita il comunicato della Lega - attraverso la continuità sportiva da attuarsi mediante la disputa, da parte della squadra aretina, di tutte le partite previste dal calendario per la stagione sportiva 2017-18. Meglio uno stop, è stato valutato, e riprendere quando ci saranno maggiori garanzie.

L’Olbia non ha potuto far altro che prendere atto della decisione. «Eravamo pronti a giocare, tanto che abbiamo aperto le prevendite, studiato una speciale promozione investendo sulla visibilità e dato la nostra disponibilità a fornire un piccolo supporto di solidarietà all'Arezzo per le spese di trasferta – spiega Alessandro Marino, presidente dell’Olbia -. Evidentemente qualcosa deve essere successo ed è stata presa questa decisione. Ci tengo a precisare che il nostro auspicio è che questa partita, se ci sono le condizioni, venga recuperata sia per rispetto della cultura sportiva sia perché non disputare l'incontro genererebbe per noi una perdita economica per mancato incasso e mancati contributi federali».

Ieri il consorzio romano 'Neos solution' che detiene il pacchetto di maggioranza dell'Unione Sportiva Arezzo, ha saldato il debito nella prima istanza di fallimento, per 5.332,48 lamentato da uno studio professionale. Resta pendente la seconda istanza fallimentare, per 22 mila euro. Intanto, la società, che non ha pagato le ultime due mensilità, resta in vendita mentre i giocatori hanno sospeso lo stato di agitazione.

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