Milano-Dinamo risveglia dolci ricordi
Ritorna la sfida che ha caratterizzato le ultime stagioni. Per i sassaresi 10 vittorie nei 21 match fuori dalla Sardegna
SASSARI. Quando vede rosso inizia a trasformarsi, quando sente l’aria di Assago riesce spesso a tirare fuori il meglio di sé. Il rapporto, a livello di budget, è sempre quello tra Davide e Golia, ma la sfida tra Olimpia Milano e Dinamo Sassari è ormai da diversi anni una sfida in grado di sfuggire a qualsiasi pronostico.
Domenica alle 17,15 i biancoblù e le Scarpette rosse si troveranno faccia a faccia al Mediolanum Forum nel confronto numero 41 della loro storia. Una storia decisamente recente (quattro confronti in Coppa Italia nei primi anni Novanta, quando la Dinamo era in A2) ma che dal 2010-’11 in poi si è trasformata via via in una classica del massimo campionato di basket.
Stimoli e necessità. Per i sassaresi andare a sfidare nella sua tana il club più vincente della pallacanestro italiana è già di per sé un fatto che va a saturare la voce “stimoli”. La squadra di coach Pasquini non parte ovviamente favorita ma ha voglia di fare quel passettino in più – come richiesto dal coach – per dimostrare di avere una certa consistenza anche in trasferta. In casa Milano, semmai, in questo caso c’è addirittura un surplus di stimoli: da una parte la figuraccia rimediata nella Final Eight, che si accompagna con l’eliminazione da un’Eurolega in cui l’Ea7 non è mai stata davvero competitiva. Dall’altra c’è il -21 (90-69) rimediato lo scorso mese di ottobre sul parquet del PalaSerradimigni, che Cinciarini e compagni vorranno riscattare, possibilmente con gli interessi.
La zampata di Rakim. Dall’exploit di Maurino Pinton, al canestro sulla sirena di Rakim Sanders, passando per tante sfide all’ultimo sangue. Se il bilancio complessivo della sfida Olimpia-Dinamo è nettamente a favore dei milanesi (24 vittorie a 16), la storia del confronto scritta sul suolo meneghino è completamente differente. Tra Assago e Desio (dove si è giocata la fase finale della Coppa Italia 2015), il Banco di Sardegna si è divertito parecchio a fare lo sgambetto alla blasonata rivale. Nell’immaginario dei tifosi, il match simbolo resta gara7 della semifinale scudetto. È il 10 giugno 2015 e dopo 6 partite tiratissime e piene di veleni le due squadre sono sul 3-3. A 8” dalla fine Jerome Dyson va in lunetta con Milano avanti 75-72: segna il primo, sbaglia volontariamente il secondo e dopo tre rimbalzi offensivi di fila e due errori Rakim Sanders in fila sulla sirena il canestro della parità. È overtime e alla fine la Dinamo chiuderà questa serie bellissima vincendo 81-86, guadagnando così la prima finale della sua storia, anticamera dello scudetto.
I precedenti. Il dato interessanta riguarda i confronti Milano-Sassari giocati in Lombardia: su 19 sfide, più 2 in campo neutro (una delle quali comunque ad Assago), la Dinamo è riuscita ad avere ragione della Scarpette rosse in ben 10 occasioni. L’impresa più inattesa è quella del 19 maggio 2011, quando la Dinamo si presentò ai playoff da matricola e in garaa1 dei quarti di finale, priva di Travis Diener, sbancò il Forum per 70-71 con 11 punti di Pinton. Ma le sfide nella tana dell’Olimpia non sono tutte passeggiate: occhio agli scivoloni, perché la forza della squadra milanese resta indiscutibile. Il -37 maturato il 3 gennaio 2016 (87-50 per l’Ea7 di coach Repesa) rappresenta infatti un severo monito: a Milano possono arrivare sorprese e soddisfazioni, ma si certo non si passeggia. Mai.
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