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«Cagliari non ti dimenticherà mai»

dall’inviato
«Cagliari non ti dimenticherà mai»

Il presidente Tommaso Giulini ricorda su Twitter il difensore: «Ciao campione»

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GENOVA. «Buono e onesto nella vita. Ambizioso e coraggioso in campo. Ci lascia un grande campione. Cagliari ti voleva bene e ti ricorderà per sempre». Ha espresso così il suo cordoglio su Twitter per l’improvvisa morte di Davide Astori, il presidente del Cagliari Tommaso Giulini, tornato a Milano nel primo pomeriggio piuttosto scosso. Il patron rossoblù ha voluto ricordare così un calciatore che a Cagliari ha scritto pagine importanti della storia del club. Un saluto commosso, sentito, messo in rete con la morte nel cuore.

Chi era all’interno degli spogliatoi dello stadio “Marassi” racconta di scene di disperazione nello stanzone che ospita il Cagliari. Lopez che deve sedersi perché è colto da una crisi di dolore. Andrea Cossu che sbarra gli occhi come se avesse visto un fantasma e farfuglia qualcosa di incomprensibile. Daniele Dessena ha gli occhi lucidi, è provatissimo, non riesce a dire niente, piange. Resta seduto con le mani tra i capelli. Il capo ufficio stampa, Alessandro Steri, ha gli occhi rossi quando annuncia che non ci saranno dichiarazioni ufficiali. Un attimo dopo si avvicina il presidente Giulini, stringe le mani dei giornalisti e fa solo un cenno che tradotto significa: in questi momenti le parole non hanno senso. Stesso atteggiamento da parte del vice Stefano Filucchi e del direttore generale Mario Passetti, che sale in macchina e lascia lo stadio con lo sguardo rivolto verso il basso, profondamente colpito dalla tragedia.

Il medico Marco Scorcu, che con Astori aveva un ottimo rapporto, passeggia attorno al pullman della squadra. È impietrito, commosso, non ha voglia di dire nulla, fa capire che il dolore che prova vuole tenerselo dentro e non condividerlo con nessuno. Si muove nervosamente, rimugina sull’accaduto, non si dà pace. Le uniche parole che pronuncia sono queste: «Non è possibile, non è possibile». Davide Dei, preparatore dei portieri del Cagliari, esce in ciabatte. Si vede che ha pianto. È scosso, provato, parla fitto fitto con un suo amico. Ma ai giornalisti fa cenno che non vuole dire nulla.

Passa Luca Rossettini, ex difensore rossoblù. Si ferma, saluta e fa appena in tempo a dire: «E’ una notizia che mi lascia di sasso». Poi scoppia in lacrime. Un pianto dirotto, senza freni. Si scusa e se ne va coprendosi il viso bagnato. Anche Pandev piange: «Non sapevamo nulla, siamo stati informati una volta tornati negli spogliatoi . Siamo rimasti senza parole, profondamente colpiti. Giusto non giocare le partite quando succedono tragedia come questa». Pepito Rossi è stato compagno di squadra di Astori alla Fiorentina. «Non voglio crederci – il suo tristissimo commento – Provo tanto dolore solo a pensarci. Ti ricorderò come un vero professionista ma sopratutto un grande uomo».

Tante belle parole e non di circostanza. Astori era un ragazzo voluto bene dai colleghi. La sua lealtà era apprezzata da tutti. Una persona con la quale potevi confrontarti a trecentosessanta gradi, non solo sul calcio ma su tutto. Il pallone perde una bella immagine, un esempio per i più giovani. La vita va avanti ma Davide resterà nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.

R.M.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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