torna la serie a
Lopez aspetta la Lazio si scaldano Pavoletti e Han
CAGLIARI. Difficile farlo, ma in casa Cagliari la testa deve obbligatoriamente riandare al campo. La scomparsa di Davide Astori ha messo ko un po' tutti. E ciascuno, tifosi, giocatori, dirigenti,...
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CAGLIARI. Difficile farlo, ma in casa Cagliari la testa deve obbligatoriamente riandare al campo. La scomparsa di Davide Astori ha messo ko un po' tutti. E ciascuno, tifosi, giocatori, dirigenti, tecnici e chiunque l'abbia conosciuto, serberà nel profondo l'eleganza e l'educazione di un ragazzo calciatore quasi per caso.
Detto questo, Diego Lopez deve mettere nel mirino, e bene a fuoco, il match di domenica contro la Lazio quarta in classifica. La partita si annuncia complicata e non solo per le differenze progettuali, di rosa e budget tra le due società. La classifica vede i rossoblù, che si ritrovano a lambire la zona calda della classifica con 4 lunghezze di vantaggio dal Crotone, terzultimo con 21 punti. Senza scordare la Spal, abile nel battere il Bologna e issarsi a quota 23, due gradini sotto il Cagliari. Viceversa, i laziali hanno un bottino di 52 punti, -1 dalla Roma, e con 64 reti segnate guidano, con una gara in più, gli attacchi della serie A.
Corsa salvezza. Ci sarà da soffrire. E per dirla con Lopez "nessuno ci regalerà nulla". Da qui, la massima concentrazione per un faccia a faccia che scomoda qualità, tecnica e fisicità dei laziali. Un mix che vede i rossoblù obbligati a rispondere da squadra. Con determinazione, attenzione e spirito di sacrificio. Messa in archivio la manita incassata dal Napoli, Castan e compagni devono ritrovare il temperamento mostrato in casa con le dirette concorrenti (Benevento e Verona) più la testa giusta per rispondere con organizzazione e solidità alle caratteristiche dell'undici di Inzaghi.
Tattica e mentalità. Cagliari e Lazio giocano con lo stesso modulo, il 3-5-2. Che il tecnico uruguagio per ovviare all'assenza di un vice Cigarini, possa riproporre il doppio mediano (Barella-Padoin) pare arduo. Ma la partita passa proprio per le ripartenze, il filtro su Lulic, Lucas Leiva, Basta e Parolo, con la chiusura delle vie di passaggio per Immobile e Felipe Anderson, chiude il cerchio. Insomma, difficoltà pesanti ma non insormontabili. Con Pisacane che si ripropone - utile anche per l'identikit fisico-agonistico da contrapporre alla reattività delle punte ospiti - Lopez deve fare la quadratura del cerchio. Un atteggiamento remissivo sarebbe deleterio. Va trovata una via di mezzo, con un gioco che possa premiare la forza in acrobazia di Pavoletti e la velocità e il dribbling di Han. Infatti, sarebbe questo il tandem offensivo proposto dall'allenatore di Montevideo.
Con Sau in panca, al quale potrebbe aggiungersi anche Joao Pedro. Il brasiliano non era nei primi undici - Padoin e Ionita in campo - che avrebbero dovuto sfidare il Genoa a Marassi.
Mario Frongia
Detto questo, Diego Lopez deve mettere nel mirino, e bene a fuoco, il match di domenica contro la Lazio quarta in classifica. La partita si annuncia complicata e non solo per le differenze progettuali, di rosa e budget tra le due società. La classifica vede i rossoblù, che si ritrovano a lambire la zona calda della classifica con 4 lunghezze di vantaggio dal Crotone, terzultimo con 21 punti. Senza scordare la Spal, abile nel battere il Bologna e issarsi a quota 23, due gradini sotto il Cagliari. Viceversa, i laziali hanno un bottino di 52 punti, -1 dalla Roma, e con 64 reti segnate guidano, con una gara in più, gli attacchi della serie A.
Corsa salvezza. Ci sarà da soffrire. E per dirla con Lopez "nessuno ci regalerà nulla". Da qui, la massima concentrazione per un faccia a faccia che scomoda qualità, tecnica e fisicità dei laziali. Un mix che vede i rossoblù obbligati a rispondere da squadra. Con determinazione, attenzione e spirito di sacrificio. Messa in archivio la manita incassata dal Napoli, Castan e compagni devono ritrovare il temperamento mostrato in casa con le dirette concorrenti (Benevento e Verona) più la testa giusta per rispondere con organizzazione e solidità alle caratteristiche dell'undici di Inzaghi.
Tattica e mentalità. Cagliari e Lazio giocano con lo stesso modulo, il 3-5-2. Che il tecnico uruguagio per ovviare all'assenza di un vice Cigarini, possa riproporre il doppio mediano (Barella-Padoin) pare arduo. Ma la partita passa proprio per le ripartenze, il filtro su Lulic, Lucas Leiva, Basta e Parolo, con la chiusura delle vie di passaggio per Immobile e Felipe Anderson, chiude il cerchio. Insomma, difficoltà pesanti ma non insormontabili. Con Pisacane che si ripropone - utile anche per l'identikit fisico-agonistico da contrapporre alla reattività delle punte ospiti - Lopez deve fare la quadratura del cerchio. Un atteggiamento remissivo sarebbe deleterio. Va trovata una via di mezzo, con un gioco che possa premiare la forza in acrobazia di Pavoletti e la velocità e il dribbling di Han. Infatti, sarebbe questo il tandem offensivo proposto dall'allenatore di Montevideo.
Con Sau in panca, al quale potrebbe aggiungersi anche Joao Pedro. Il brasiliano non era nei primi undici - Padoin e Ionita in campo - che avrebbero dovuto sfidare il Genoa a Marassi.
Mario Frongia
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