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il dolore del cagliari 

Sulla bara la maglia rossoblù portata da Conti e Dessena

Sulla bara la maglia rossoblù portata da Conti e Dessena

FIRENZE. Hanno fatto fatica a trattenere le lacrime. Tanta fatica. E infatti non ci sono riusciti. Durante la cerimonia funebre gli occhi dei componenti la delegazione del Cagliari sono diventati...

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FIRENZE. Hanno fatto fatica a trattenere le lacrime. Tanta fatica. E infatti non ci sono riusciti. Durante la cerimonia funebre gli occhi dei componenti la delegazione del Cagliari sono diventati lucidi e la commozione ha preso il sopravvento, Il presidente Tommaso Giulini, con al collo una sciarpa di colore rossoblù, aveva lo sguardo perso nel vuoto, quasi incredulo di trovarsi a commemorare quello che fino a poco tempo fa è stato un suo calciatore. Il vice Stefano Filucchi e il direttore generale Mario Passetti erano impietriti. Daniele Conti, compagno di squadra Davide, si è fermato a lungo davanti alla bara con lo sguardo rivolto verso il basso. Insieme al capitano Daniele Dessena hanno appoggiato sul feretro la maglia numero 13, quella che Astori ha indossato tante volte negli anni passati a Cagliari. Il capitano di allora e quello di oggi mai si sarebbero aspettati di dover compiere questo gesto. Facile immaginare che non hanno retto alla commozione.

La delegazione. Oltre alla dirigenza sull’aereotaxi che ha trasferito il Cagliari a Firenze sono saliti per la squadra Daniele Dessena, Andrea Cossu, Marco Sau e Nicolò Barella. Con loro anche Francesco Pisano, ogii all’Olbia, che non è voluto mancare per dare l’ultimo saluto al compagno di tante battaglie. Hanno partecipato ai funerali il segretario sportivoMatteo Stagno e il capo ufficio stampa Alessandro Steri, entrambi legati da un rapporto di grandissima amicizia al difensore della Viola.

Dalla Sardegna. Dentro e fuori dalla chiesa tanti amici sardi di Davide che dal giorno prima sono partiti per Firenze. Nonostante Davide fosse andato via dal Cagliari nel 2014, nel capoluogo aveva conservato tanti amici, con i quali si sentiva regolarmente e ogni tanto andava a trovarli. Nei loro volti era dipinto il dolore di chi ha perso una persona cara, un ragazzo che sapeva farsi volere bene. Le parole spese (da tutti) su Astori in questi giorni ne sono la testimonianza. (r.m.)

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