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Joao Pedro due volte positivo

di Roberto Muretto
Joao Pedro due volte positivo

Contro Sassuolo e Chievo avrebbe assunto un diuretico proibito: possibili due anni di stop

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CAGLIARI. La notizia è arrivata ad Asseminello come uno tsunami. La squadra (già provata dalla tragica scomparsa di Davide Astori) era pronta per cominciare l’allenamento quando a Joao Pedro è stato notificato il provvedimento del Tribunale antidoping: sospensione cautelare immediata dall’attività agonistica. Il calciatore del Cagliari è stato trovato positivo ad un doppio controllo, quello dell’11 febbraio scorso dopo la gara giocata a Reggio Emilia contro il Sassuolo e a quello fatto sei giorni dopo a Verona dopo la sfida col Chievo. Avrebbe assunto un diuretico (idroclorotiazide), farmaco che serve a diluire le urine, può quindi coprire altre sostenze e per questo motivo è stato proibito l’uso agli atleti. Lo staff medico della società rossoblù, che controlla e autorizza l’assunzione di farmaci, sarà sicuramente chiamato a dare spiegazioni sull’accaduto e dimostrare (almeno questo è l’auspicio) che tutto è stato fatto senza dolo. Comunque sia, in casa Cagliari è scoppiata una “bomba” a soli due giorni da una partita delicatissima, quella contro la Lazio (domenica prossima alle 15), che metterà in palio punti pesanti in chiave salvezza.

Festa rovinata. Ieri il giocatore ha compiuto 26 anni. Probabilmente è stato il compleanno più brutto della sua vita. Da Asseminello trapela che il suo umore era nero, oltre alla preoccupazione di non poter aiutare la squadra da qui alla fine della stagione. Doveva festeggiare con i compagni nello spogliatoio, probabilmente la torta e lo spumante erano già pronti, ma la giornata si è trasformata in un incubo. La sua reazione par sia stata di stupore, lo stesso che ha manifestato la società, subito schierata con una nota ufficiale pubblicata sul sito Internet, dalla parte del giocatore, confidando nell’assoluta buona fede di un ragazzo da sempre considerato una bella immagine del calcio, al quale recentemente (agosto scorso) è stato rinnovato il contratto fino al 2021, ponendolo tra i giocatori sui quali costruire il progetto tecnico del futuro.

Le gare “incriminate”. Dopo aver scontato una squalifica per quattro giornate (pestone a gioco fermo ai danni di Federico Chiesa nel match con la Fiorentina e successive scuse con ammissione di colpa), Joao Pedro è tornato in campo nella gara contro la Spal, vinta dai rossoblù alla “Sardegna Arena”. La domenica successiva a Reggio Emilia (0-0) il brasiliano è rimasto in campo per tutta la gara. Il sabato dopo, a Verona (sconfitta per 1-0 col Chievo), è stato sostituito dopo 24 minuti della ripresa. Quello che lascia perplessi è come mai lo stesso calciatore sia stato sorteggiato due volte consecutive per il controllo antidoping. Viene da pensare che Nado Italia fosse già in possesso dei risultati delle prime analisi, abbia voluto sottoporre il giocatore a un nuovo test per avere la certezza prima di far scattare la sospensione cautelare che decreta la conclusione della stagione per Joao Pedro.

Il danno. Il Cagliari perde un giocatore importante. Uno di quelli capace di fare la differenza nella parte finale del campionato. Alti e bassi per lui finora, ma anche cinque i gol realizzati e diversi assist regalati ai compagni. In questa fase tutte le opzioni vanno prese in considerazione. Non sarà facile per il Cagliari prendere una decisione se sul calciatore dovesse abbattersi la scure di una pesante squalifica. Rischio che corre, considerato il precedente del Benevento, anche il responsabile dello staff medico.

Il precedente. Con il calciatore rossoblù, sono due i giocatori della serie A finiti in questa stagione nella rete del doping. Lo scorso settembre è stato trovato positivo il capitano del Benevento Fabio Lucioni. Nel suo caso la sostanza risultata assunta ed emersa dalle analisi, è l’anabolizzante clostebol. un derivato del testosterone. Uno steroide salito in maniera prepotente alla ribalta delle cronache sportive negli anni Settanta. E’ stata infatti una delle sostanze preferite dagli atleti della Germania dell’Est per incrementare prestazioni che avevano fatto della DDR una delle nazioni olimpiche più potenti del mondo, spesso e volentieri a discapito della salute degli stessi sportivi. Lucioni aveva dichiarato di «aver assunto il farmaco su indicazione del medico del club». Ammissione che non gli è servita ad evitare un anno di squalifica. Mentre al medico della società , Walter Giorgione, sono stati inflitti quattro anni di squalifica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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