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«Può coprire altre sostanze»

«Può coprire altre sostanze»

Idroclorotiazide. Nome impronunciabile, uno scioglilingua per i tifosi. Ma la medicina sportiva lo studia e lo conosce benissimo. «Posso dire poco su quest’ultimo caso perché non lo conosco, ma in...

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Idroclorotiazide. Nome impronunciabile, uno scioglilingua per i tifosi. Ma la medicina sportiva lo studia e lo conosce benissimo. «Posso dire poco su quest’ultimo caso perché non lo conosco, ma in generale l'idroclorotiazide è una sostanza che non dovrebbe essere in genere nelle urine di un giocatore: serve per diluire e per far urinare». È il parere di Antonello Trincas, direttore del centro di medicina sportiva di Oristano. Ma se la sostanza è stata utilizzata per aiutare a curare qualche altro malanno? «Può succedere – spiega il medico – In quel caso deve essere però tutto documentato, a partire dalla patologia per la quale viene indicato l'utilizzo del diuretico». Un altro parere illustre sull'’idroclorotiazide arriva dal professor Carlo Tranquilli, specialista della scienza e medicina dello sport e in passato consulente di varie federazioni sportive. Anche lui in tanti anni di carriera ne ha viste tante. E sa benissimo di che cosa si tratta. «I diuretici servono a diluire le urine, quindi possono “coprire” qualsiasi cosa: per questo il loro uso è stato proibito per regolamento agli atleti».

Non solo calcio. «Un diuretico diluisce la concentrazione di altre cose – dice ancora Tranquilli –, ma ci sono stati anche casi, ad esempio nel pugilato, in cui, stupidamente, è stato assunto in particolare per perdere peso, perché fa smaltire i liquidi». Esistono eccezioni che possono venire accettate e in qualche modo tollerate? «Per motivi terapeutici può essere chiesta un'esenzione – conclude lo specialista di medicina dello sport –, ma viene autorizzata in pochissimi casi».

St. A

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