Fabio Aru sfiora la vittoria e risale ancora in classifica
Ciclismo. Quarto posto per il sardo nella tappa regina della Tirreno-Adriatico Arretra Froome, si ritira Dumoulin, guida Caruso. Oggi il tributo a Scarponi
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FOLIGNO. Lo spagnolo Mikel Landa (Movistar) ha vinto la quarta tappa della Tirreno-Adriatico, la Foligno Sassotetto, di 219 km. nell'arrivo in salita Landa ha preceduto sul traguardo Rafal Majka e George Bennett, mentre è arrivato quarto, staccato di 6”, Fabio Aru. Damiano Caruso (Bmc Racing), arrivato nel gruppo subito alle spalle del Cavaliere dei Quattro Mori, ha ripreso la maglia azzurra di leader della classifica che aveva indossato dopo la prima tappa. Perde terreno Froome, attardato nella lunga e costante salita conclusiva, e perde la maglia azzurra di leader il compagno di squadra Sky Thomas, fermato da un guaio meccanico. Si ritrova indietro anche Nibali, mentre è costretto al ritiro da una caduta Tom Dumoulin.
A entusiasmare i tifosi italiani ieri ha provveduto Fabio Aru. Lo aveva detto. La salita secca di venerdì non era la sua, «vediamo domani». E lo ha fatto. A poco più di 5 km dall’arrivo l’attacco di Lopez, al quale riponde Aru. Che si porta dietro Maika e Hermans. Nel finale l’azione da dietro di Landa, e il tentativo di Aru di andarsene, l’unico modo possibile per vincere in un arrivo in leggera discesa, dopo tanta salita, lui che proprio uno sprinter non è. «I miei obiettivi sono più avanti – ha detto Aru dopo l’arrivo –, ma sono felice per la mia forma e oggi ho mostrato di essere in crescita. E ringrazio la squadra: continuiamo così. «Domani sarà una giornata speciale e spero di onorarla fino in fondo. Michele (Scarponi) manca a me, come a tutto gruppo. Sono contento che l’organizzazione abbia voluto dedicargli una tappa». La quinta frazione, la tappa dei Muri, con il Muro di Filottrano e pendenze fino al 16%.
Classifica generale: 1.Caruso, 2. Kelderman a 11”, 3. Landa a 20”. 4. Thomas a 26”, 5. Uran a 31”, 6. Bennet a 33”, 7. Formolo a 34”, 12. Aru a 50”, 15. Froome a 59”. 16. Nibali a 1’01”.
A entusiasmare i tifosi italiani ieri ha provveduto Fabio Aru. Lo aveva detto. La salita secca di venerdì non era la sua, «vediamo domani». E lo ha fatto. A poco più di 5 km dall’arrivo l’attacco di Lopez, al quale riponde Aru. Che si porta dietro Maika e Hermans. Nel finale l’azione da dietro di Landa, e il tentativo di Aru di andarsene, l’unico modo possibile per vincere in un arrivo in leggera discesa, dopo tanta salita, lui che proprio uno sprinter non è. «I miei obiettivi sono più avanti – ha detto Aru dopo l’arrivo –, ma sono felice per la mia forma e oggi ho mostrato di essere in crescita. E ringrazio la squadra: continuiamo così. «Domani sarà una giornata speciale e spero di onorarla fino in fondo. Michele (Scarponi) manca a me, come a tutto gruppo. Sono contento che l’organizzazione abbia voluto dedicargli una tappa». La quinta frazione, la tappa dei Muri, con il Muro di Filottrano e pendenze fino al 16%.
Classifica generale: 1.Caruso, 2. Kelderman a 11”, 3. Landa a 20”. 4. Thomas a 26”, 5. Uran a 31”, 6. Bennet a 33”, 7. Formolo a 34”, 12. Aru a 50”, 15. Froome a 59”. 16. Nibali a 1’01”.
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