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L’emozione di Travis Diener: «All’inizio le gambe mi tremavano»

di Andrea Sini
Travis Diener
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Travis Diener

L’idolo dei tifosi racconta la sua prima volta da avversario contro la Dinamo. «La partita più difficile della mia vita, accoglienza super»

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SASSARI. Sei mesi per immaginarlo, aspettarlo e soprattutto temerlo. Perché la verità è che il pensiero del ritorno a Sassari da avversario gli ha levato parecchie ore di sonno e gli ha fatto tremare le gambe prima della partita. «Bellissimo, intenso, ma ora lo posso dire: meno male è passato». Travis Diener spizzica calamari fritti con le mani e tira un sospiro di sollievo.

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Il turbine di emozioni nel quale è entrato sabato mattina, al momento dell’arrivo a Sassari, è ormai alle spalle: 36 ore, 40 minuti di battaglia, 2mila autografi e 3mila foto più tardi, l’ex idolo dei tifosi biancoblù prova a mettere ordine alle sue sensazioni. «È stato fantastico, non ero mai stato tanto emozionato in vita mia come in questo prepartita», aveva raccontato un’ora prima in sala stampa, e ora, con una birra davanti, conferma tutto. «La partita più difficile della mia vita – racconta –. Sassari per me è un posto speciale, non ci tornavo da un po’ e soprattutto non ci avevo mai giocato da avversario. È stato bello ritrovare tanti amici, ma avvicinarsi alla partita non è stato facile, dal punto di vista mentale. Per fortuna una volta sul parquet mi sono un po’ calmato».

Ovazioni, cori, tanti striscioni. Il più bello, in inglese, recitava così: “Il re è tornato, ma per noi non è mai andato via. Ti amiamo, Travis”. Perché il suo rapporto con l’ambiente biancoblù, davvero viscerale per 4 anni, in fondo è rimasto intatto. Persino il suo ingresso nella sala interna del Quirinale, il ristorante del suo vecchio amico Tony, è stato salutato da un applauso da parte di tutti i presenti. E in tanti, a turno, si sono alzati da tavola per una stretta di mano, un saluto, un “ti ricordi?”, un “ci vediamo ai playoff”. Travis sorride, manda giù un sorso di birra e poi sospira. «La verità è che per noi ora si fa dura, per i playoff ci sono concorrenti fortissime, a partire dalla Dinamo. Per vincere questa partita avremmo dovuto fare qualcosa di più, ma la Dinamo è forte, lunga, attrezzata. E ha un grande pubblico. Io ne so qualcosa».

Allo stesso tavolo, oltre a sua moglie Rosamaria, volata a Sassari per l’occasione, altre due leggende biancoblù: suo cugino Drake e l’ex capitano Manuel Vanuzzo. Parlano di vecchi compagni, di vecchie trasferte. Alle 4 passate fuori c’è una tormenta di vento e pioggia ma è ora di ripartire. Ancora un paio di foto ricordo, qualche abbraccio e gli ultimi clienti che dai tavoli vicini sollevano il mirto e lo salutano con un brindisi. «Meno male è finita, ma mi piacerebbe rivivere una giornata come questa». Arrivederci, Travis.
 

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