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Pasquini è più forte anche dei fischi

di Mario Carta
Pasquini è più forte anche dei fischi

«Non mi preoccupano», dice il coach della Dinamo: siamo stati bravi, abbiamo salito un altro importante gradino mentale

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SASSARI. Si sente forte, Federico Pasquini. E si fa forte, le spalle più larghe grazie alla netta vittoria ottenuta contro il coach col quale ha condiviso anni importanti, lui gm e ora collega. Il conto con Sacchetti va in parità: 2-2. E Pasquini è un po’ più forte, di sicuro più dei fischi che anche ieri in maniera preventiva, prima della palla a due, gli sono arrivati dal settore C.

«Quello dei fischi non è un problema», taglia corto sull’argomento in sala stampa. Meglio far parlare il risultato, meglio ricordare che «questa è la sesta vittoria nelle ultime otto partite», detto con le spalle rese larghe da una larga vittoria. «Siamo stati molto bravi a limitare Johnson Odom, sia con Stipcevic che con la difesa di squadra – prosegue il tecnico dei biancoblù –, siamo stati bravi ad attaccare i quintetti piccoli con i lunghi e quelli grossi con la pazienza, muovendo molto la palla. La chiave quando loro erano riusciti a riportarsi dentro la partita: abbiamo compiuto uno step mentale importante, ho visto una squadra compatta e vogliosa, una grande qualità difensiva. Ci siamo trovati dal +17 al -1 , ho avuto cinque leoni pronti a combattere».

Soddisfatto, anche per il buon momento in generale. E l’ennesima virgola di Hatcher non lo preoccupa. «Neanche un po’ – spiega Pasquini –. Lui e Bamforth hanno tirato la carretta a lungo, abbiamo vinto segnando 100 punti, abbiamo vinto 6 delle ultime 8 partite. Da quando è rientrato Rok e si è inserito Bostic ho più soluzioni». E un Marco Spissu che ieri davanti al ct azzurro ha acceso la scintilla: «Marco è stato bravo – prosegue il coach dei sassaresi –, lo sono stati anche Achille e Planinic. Il fatto è che ora posso ruotare quattro piccoli trovando sempre energia. E a differenza di altre volte abbiamo difeso bene da subito, e siamo stati sempre reattivi».

Anche in un match ad alto rischio per i contenuti emotivi, con Sacchetti e i cugini Diener come ex. «Io l’ho vissuta serenamente – spiega Pasquini –. A emozionarsi è chi torna, non chi resta. Io domenica sarò emozionato a Capo d’Orlando, dove sono stato 3 anni».

Soddisfatto, più forte e anche fortunato, coach Pasquini. Chiedeva la vittoria e non guardava alla possibilità di ribaltare il -15 dell’andata, e invece all’ultimo secondo Pierre... «Non l’avevamo preparata – sorride –, ma era ora che anche noi avessimo una botta di culo, dopo la sfiga subita in qualsiasi competizione universale. Ci voleva». E ci voleva anche la continuità nei successi, in vista della gara di mercoledì in Francia contro il Le Portel nel ritorno degli ottavi della Europe Cup. +17 Sassari all’andata. «Le Portel sabato in campionato ha vinto giocando una buona partita e non dobbiamo guardare al vantaggio, dobbiamo essere affamati, giocare per vincere. Per noi adesso è importante reggere il ritmo delle tre partite alla settimana. Ti distrugge fisicamente, ma dal punto di vista allenante è fondamentale».

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