la curiosità
Quel corpo a corpo con Mazzone
SASSARI. «Durante un Lazio-Brescia, Carletto Mazzone ad un certo punto si è avvicina a me in modo minaccioso, mi ha preso per il bavero dicendomi: ma tu che cosa ci stai a fare qui». Ettore Licheri...
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SASSARI. «Durante un Lazio-Brescia, Carletto Mazzone ad un certo punto si è avvicina a me in modo minaccioso, mi ha preso per il bavero dicendomi: ma tu che cosa ci stai a fare qui». Ettore Licheri ricorda con affetto questo episodio. Allora era un giovane in carriera, anche se in quel momento è rimasto esterrefatto. «Un momento nel quale non ho avuto la forza di reagire, anche perchè non me lo aspettavo - ricorda Licheri -. Mazzone ha capito di aver sbagliato e da quel momento ha sempre avuto un grande rispetto nei miei confronti»
Reminiscenze di vent’anni a bordo campo. «Con Mazzone ci siamo poi ritrovati più volte a Cagliari - racconta Licheri - ed è nato un rapporto quasi di amicizia, ma soprattutto di rispetto dei ruoli. Lui sapeva che non facevo sconti, io che aveva un certo caratterino e su certe cose non ero fiscale. Ma sempre restando dentro le regole. Diciamo che con questo allenatore il rapporto è stato burrascoso, ma tra di noi c’era stima. Quando l’ho rivisto dopo anni c’è stata una calorosa e sincera stretta di mano».
Particolare anche il rapporto con Massimo Cellino. «Era diffidente perchè sono sassarese e non credeva che fossi un tifoso del Cagliari. A chi glielo diceva rispondeva così: «Non è possibile». (r.m.)
Reminiscenze di vent’anni a bordo campo. «Con Mazzone ci siamo poi ritrovati più volte a Cagliari - racconta Licheri - ed è nato un rapporto quasi di amicizia, ma soprattutto di rispetto dei ruoli. Lui sapeva che non facevo sconti, io che aveva un certo caratterino e su certe cose non ero fiscale. Ma sempre restando dentro le regole. Diciamo che con questo allenatore il rapporto è stato burrascoso, ma tra di noi c’era stima. Quando l’ho rivisto dopo anni c’è stata una calorosa e sincera stretta di mano».
Particolare anche il rapporto con Massimo Cellino. «Era diffidente perchè sono sassarese e non credeva che fossi un tifoso del Cagliari. A chi glielo diceva rispondeva così: «Non è possibile». (r.m.)
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