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«Il gioco dobbiamo comandarlo noi»

«Il gioco dobbiamo comandarlo noi»

Diego Lopez non ha dubbi: «In gare come questa bisogna badare al sodo»

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CAGLIARI. La storia di chi non deve avere paura. Diego Lopez sa che a Benevento c'è da stringere i denti, combattere, provare a fare la partita. E, appunto, guai a chi ha poca grinta: «Se avessimo dieci punti di vantaggio, col Benevento sarebbe stato lo stesso. Dovremo essere concentrati, con la massima attenzione ai dettagli. Le palle inattive potranno fare la differenza. Siamo chiamati a fare una grande prestazione».

L'allenatore del Cagliari ripassa al microscopio la vittoria sfumata per l'aggancio da scorpione di Immobile. «Ho rivisto anche la partita dell'andata all'Olimpico, la Lazio ha grandi giocatori e gioca con altri obiettivi, non vanno bene i confronti tra i nostri cambi e i loro», dice il tecnico. Che accelera: «Ripensando agli altri scontri diretti giocati in trasferta, non dobbiamo ripetere gli errori commessi contro Chievo e Sassuolo. A Benevento siamo chiamati a fare la partita e non possiamo aspettare di prendere gol prima di reagire, come è successo a Verona».

Con 22 convocati - a casa gli infortunati Lykogiannis e Cigarini, più Joao Pedro sospeso per doping, mentre Caligara è al "Viareggio" con la Primavera - Lopez ritrova Sau: Ha svolto due allenamenti, ha poco minutaggio ma viene con noi». Sul tema del "Vigorito", poche storie: «Voglio vedere un approccio diverso e la convinzione di potercela fare. Dobbiamo avere la consapevolezza di non sbagliare. Mostreremo di saper soffrire».

Sugli avversari la trama è nota: «Hanno messo sotto molte squadre e sono cambiati rispetto all'andata. Giocano un buon calcio e concedono qualcosa: se hai 10 punti qualche difetto devi averlo. Ma noi - rimarca il tecnico rossoblù - dobbiamo guardare in casa nostra. Anche il Sassuolo ha concesso ma non ne abbiamo approfittato. I punti deboli del Benevento? Sappiamo cosa fare». Insomma, un faccia a faccia che tiene tutti in allerta, dalla tifoseria all'ambiente. Anche perché, oltre ai campani, dal Verona a quota 22 fino al Genoa (30 punti), la lotta per non retrocedere mette assieme in 8 punti, con il Cagliari, anche Spal, Crotone, Sassuolo, Chievo. «La lotta per la salvezza vede una classifica corta, ma dobbiamo soprattutto pensare a noi stessi. Il lavoro durante la settimana va fatto a prescindere dal risultato della domenica precedente. Mancano ancora tante partite importanti, bisogna tenere l'equilibrio. I due punti persi contro la Lazio? Ci avrebbero fatto comodo ma non ci saremmo tirati fuori dalla corsa salvezza. Ora è basilare mantenere la concentrazione. D'altronde, ci siamo riusciti nella drammatica settimana prima della sfida con la Lazio».

Mario Frongia

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