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Da Zola a Capello: quante emozioni tra rimonte e vendette

ROMA. Con l'Inghilterra c'è una rivalità antica che vede gli azzurri in vantaggio(dieci successi contro otto e otto pareggi) e gli inglesi vincitori solo in tre delle 13 gare degli ultimi 40 anni....

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ROMA. Con l'Inghilterra c'è una rivalità antica che vede gli azzurri in vantaggio(dieci successi contro otto e otto pareggi) e gli inglesi vincitori solo in tre delle 13 gare degli ultimi 40 anni. Come 40 anni di infruttuosi tentativi ci sono voluti per il primo successo azzurro del 1973. Da Piola a Meazza, da Mortensen a Hitchens, da Capello a Zola il pallone racconta 85 anni di sfide e prodezze, di furbate e rimonte che cominciano quando i maestri del calcio scendono dal piedistallo per incrociare i guantoni coi campioni del mondo.

Il prologo è ancor prima: nel 1933 Mussolini assiste a Roma all'1-1, sfida filosofica Metodo contro Sistema, ma la storia si fa nel novembre 1934: i “leoni di Highbury” resistono con Monti fratturato, rimontano con doppietta di Meazza e sfiorano il 3-3 in un incontro leggendario. Entra negli annali anche il 2-2 del 1939 a Milano con il gol di mano di Piola, 47 anni prima della Mano de Dios di Maradona, sempre agli inglesi. Ma la vendetta è in agguato e matura nel maggio 1948: Pozzo è agli sgoccioli e il Grande Torino in azzurro (un anno prima di Superga) stecca clamorosamente; l'Inghilterra domina 4-0 infliggendo una batosta storica proprio a Torino, nasce il mito del gol “alla Mortensen” con la prodezza della rete da fondo campo che beffa Bacigalupo.

Poi è storia di rimonte: Mariani e Brighenti salvano gli azzurri per il 2-2 del 1959 mentre nel 1961 a Roma gli inglesi passano dall'1-2 al 3-2 con doppietta di Hitchens e zampata di Greaves, subito importati da Inter e Milan. Al nono tentativo in 40 anni, ecco la prima vittoria azzurra, 2-0 con Anastasi e Capello, a Torino nel 1973. Successo che sei mesi dopo assume i contorni del trionfo, 1-0 a Wembley con folle discesa di Chinaglia, dopo un catenaccio da manuale, e anticipo di Capello su Shilton. Infranto anche il tabù esterno e sempre con protagonista don Fabio, poi commissari tecnici con luci e ombre.

Poi, dopo un ko 2-3 con inutile doppio vantaggio di Graziani, l'Italia di Bearzot fa fuori gli inglesi dai mondiali: 2-0 a Roma con sigillo di testa di Bettega, e inutile successo avversario nel ritorno. Gli inglesi subiscono un lungo crepuscolo e l'Italia vince con Tardelli agli europei 1980 e poi la finalina di Bari dei mondiali delle notte magiche: 2-1 firmato Baggio e Schillaci. La vendetta è dietro l'angolo e sa di beffa: Zola, idolo di Stamford Bridge, sigla la vittoria di Wembley ma il successivo 0-0 di Roma qualifica ai mondiali '98 gli inglesi. L'Italia deve sudarsi il posto spareggiando con la Russia nell'esordio di Buffon.

Il resto è storia del nuovo millennio: due successi azzurri , 1-0 con Gattuso e 2-1 esterno con doppietta di Montella nella sfida Trapattoni-Eriksson. Agli europei 2012 l'Italia passa ai rigori su errore di Ashley Cole e sigillo di Diamanti. Poi vittoria inglese a Ferragosto con l'Italia sperimentale di Cesare Prandelli che si riscatta all'esordio mondiale di Manaus: 2-1 illusorio prima del tonfo di entrambe. L'ultimo confronto è l'1-1 in amichevole a Torino sulla strada degli europei in Francia in cui Conte fa più strada di Hodgson. Ora per l'Italia è l'anno zero, quello di un'incerta ricostruzione mentre l'Inghilterra di Southgate si avvia ai mondiali con la legittima speranza di fare strada dopo tante cocenti delusioni.



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