a tutto volley
Bettas spinge la San Paolo «La B2? Dipende da noi»
SASSARI. È una corsa a tre fra San Paolo Cagliari, 3M Perugia e Cus Siena per la promozione nella B2 femminile di pallavolo. La squadra di Gramignano è ora seconda, un punto sotto la 3M ed uno sopra...
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SASSARI. È una corsa a tre fra San Paolo Cagliari, 3M Perugia e Cus Siena per la promozione nella B2 femminile di pallavolo. La squadra di Gramignano è ora seconda, un punto sotto la 3M ed uno sopra le senesi, e le previsioni sono di una lotta serrata fino alla fine. Anche perché le tre protagoniste stanno lasciando solo le briciole alle avversarie fuori dagli scontri diretti. «La verità – spiega l’alzatrice Enrica Bettas – è che nel girone ci sono 4-5 squadre superiori a tutte le altre. Poi un altro discorso è che siamo noi a poter essere pericolose per noi stesse. Per esempio poche settimane fa in casa della Proger Roma, che è ultima, abbiamo perso il primo set, rischiando di compromettere tutta la partita». Dovere lottare fino all’ultima palla per la promozione… «Per me noi siamo le più forti. Non cambierei Tania Masala con qualsiasi altra opposta del girone, stesso discorso per Valentina Calì come schiacciatrice e “Poli” Dimitrova al centro. Ma ci sono altri fattori. Gli scontri diretti dell’andata con Siena e Perugia li abbiamo fatti al primo ed al quinto turno, quando loro erano molto più rodate di noi. Giocandole più avanti sarebbero finite in modo diverso. Poi i tanti infortuni ci hanno penalizzato, soprattutto per gli allenamenti. Ma è andata così, dipende da noi. E Perugia e Siena devono giocare uno scontro diretto». La Farmacie Sircana Sorso è già retrocessa... «All’andata a Sorso pur vincendo abbiamo rischiato molto, quindi mi sono chiesta spesso come potesse essere così in basso. Non so».
Nata a Torino nel 1979 ma ormai sarda adottiva (ha marito e figli a Serramanna), è già al terzo rientro in carriera. Cosa la convince a continuare? «Ho smesso in coincidenza con le mie due gravidanze. Mia mamma, pallavolista anche lei, ha giocato fino a 41 anni, e nel mio ruolo è più facile allungare la carriera. Ma ora il ritiro è prossimo».
Fabio Fresu
Nata a Torino nel 1979 ma ormai sarda adottiva (ha marito e figli a Serramanna), è già al terzo rientro in carriera. Cosa la convince a continuare? «Ho smesso in coincidenza con le mie due gravidanze. Mia mamma, pallavolista anche lei, ha giocato fino a 41 anni, e nel mio ruolo è più facile allungare la carriera. Ma ora il ritiro è prossimo».
Fabio Fresu
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