«Povera Sardegna, dai sogni di gloria alla lotta fratricida»
di Sandra Usai
Il mister Marco Sanna fa il punto sul campionato di serie D «A parte il Latte Dolce, le altre si scontreranno per salvarsi»
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SASSARI. Spinte nelle retrovie della classifica, le squadre sarde della D si preparano a vivere un finale di stagione ad alta tensione. Il confronto con il calcio laziale – lo dicono i numeri –, è impietoso ed è grande il rischio che retrocessioni e playout possano riguardare quasi esclusivamente il pallone isolano.
A 6 turni dal termine solo il Latte Dolce può permettersi un (mezzo) sorriso con i suoi 34 punti, che però non garantiscono tranquillità, mentre San Teodoro e Tortolì vivono una situazione di forte precarietà, che non risparmia Nuorese e Lanusei e mette in ansia anche il Budoni.
«Non c'era alcuna avvisaglia che sarebbe stato un campionato di così grande sofferenza per le formazioni sarde, anzi qualcuna coltivava anche ambizioni di playoff», dice Marco Sanna, alludendo in particolare alla Nuorese e al Latte Dolce, che lo ha visto in panchina nelle prime 6 giornate. Sanna ha continuato a seguire con attenzione il campionato e si mostra sorpreso ma non troppo per la débacle generale della Sardegna. «I motivi? Tanti, quasi tutte le squadre hanno cambiato volto rispetto all'anno precedente e poi quasi tutte strada facendo hanno cambiato anche gli allenatori. Ripartire quasi da zero – sostiene – e poi reinventarsi ancora in corso d'opera non è mai semplice, trovare la chiave per risollevarsi richiede tempo ma quando si è in difficoltà il tempo è un lusso che non si ha. In linea generale mi sembra che rispetto agli anni scorsi sia calato il nostro tasso tecnico mentre è cresciuto quello delle squadre laziali. Dal confronto il calcio sardo non ne esce bene e la classifica lo sottolinea, tutte sono invischiate nella corsa per la salvezza e in queste ultime giornate sono costrette a vincere per evitare il peggio».
La situazione non invita all'ottimismo. «A incidere sulle difficoltà è stato anche il budget ridotto rispetto alle avversarie della Penisola, già in partenza si vedeva che si era meno attrezzati rispetto al passato, anche se le cose poi possono essere valutate in modo serio solo dall'interno. Il cammino si è fatto subito in salita e soltanto il Latte Dolce - prosegue Sanna - è riuscito a tirarsi un po' su, anche perchè dispone di maggiore qualità ed è giusto che sia più avanti delle altre. Ora è difficile per tutti, la classifica si è accorciata tanto e il rischio è forte. Sarà guerra fratricida, con gli scontri diretti decisivi che nessuno può perdere ma neppure pareggiare. Un punto ormai serve a poco, ben diversi saranno invece i confronti diretti tra laziali, con i soliti "aiutini" finali tra loro e per questo dico 1 fisso tra Flaminia e Lupa Roma. Niente di nuovo - conclude il mister - sono storie già viste, che si ripetono ogni anno mentre in Sardegna i derby sono sempre durissimi. Questa volta anche di più, non potranno esserci favori neanche a volerli fare perchè in palio non ci sono solo motivi di campanile ma la sopravvivenza nella categoria».
Così è stato domenica scorsa nella sfida tra San Teodoro e Latte Dolce, finita 3-3 e battaglia sarà giovedì 29 tra il Tortolì e i teodorini, sempre penultimi della classe.
A 6 turni dal termine solo il Latte Dolce può permettersi un (mezzo) sorriso con i suoi 34 punti, che però non garantiscono tranquillità, mentre San Teodoro e Tortolì vivono una situazione di forte precarietà, che non risparmia Nuorese e Lanusei e mette in ansia anche il Budoni.
«Non c'era alcuna avvisaglia che sarebbe stato un campionato di così grande sofferenza per le formazioni sarde, anzi qualcuna coltivava anche ambizioni di playoff», dice Marco Sanna, alludendo in particolare alla Nuorese e al Latte Dolce, che lo ha visto in panchina nelle prime 6 giornate. Sanna ha continuato a seguire con attenzione il campionato e si mostra sorpreso ma non troppo per la débacle generale della Sardegna. «I motivi? Tanti, quasi tutte le squadre hanno cambiato volto rispetto all'anno precedente e poi quasi tutte strada facendo hanno cambiato anche gli allenatori. Ripartire quasi da zero – sostiene – e poi reinventarsi ancora in corso d'opera non è mai semplice, trovare la chiave per risollevarsi richiede tempo ma quando si è in difficoltà il tempo è un lusso che non si ha. In linea generale mi sembra che rispetto agli anni scorsi sia calato il nostro tasso tecnico mentre è cresciuto quello delle squadre laziali. Dal confronto il calcio sardo non ne esce bene e la classifica lo sottolinea, tutte sono invischiate nella corsa per la salvezza e in queste ultime giornate sono costrette a vincere per evitare il peggio».
La situazione non invita all'ottimismo. «A incidere sulle difficoltà è stato anche il budget ridotto rispetto alle avversarie della Penisola, già in partenza si vedeva che si era meno attrezzati rispetto al passato, anche se le cose poi possono essere valutate in modo serio solo dall'interno. Il cammino si è fatto subito in salita e soltanto il Latte Dolce - prosegue Sanna - è riuscito a tirarsi un po' su, anche perchè dispone di maggiore qualità ed è giusto che sia più avanti delle altre. Ora è difficile per tutti, la classifica si è accorciata tanto e il rischio è forte. Sarà guerra fratricida, con gli scontri diretti decisivi che nessuno può perdere ma neppure pareggiare. Un punto ormai serve a poco, ben diversi saranno invece i confronti diretti tra laziali, con i soliti "aiutini" finali tra loro e per questo dico 1 fisso tra Flaminia e Lupa Roma. Niente di nuovo - conclude il mister - sono storie già viste, che si ripetono ogni anno mentre in Sardegna i derby sono sempre durissimi. Questa volta anche di più, non potranno esserci favori neanche a volerli fare perchè in palio non ci sono solo motivi di campanile ma la sopravvivenza nella categoria».
Così è stato domenica scorsa nella sfida tra San Teodoro e Latte Dolce, finita 3-3 e battaglia sarà giovedì 29 tra il Tortolì e i teodorini, sempre penultimi della classe.
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