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Quasi un derby con il Toro per Padoin

di Mario Frongia
Quasi un derby con il Toro per Padoin

L’ex della Juve “intervistato” dagli studenti: «Vinceremo, ci servono punti. Belotti fortissimo, ma gli leverei Iago Falque»

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CAGLIARI. «Il Torino? Non sarà facile, vengono da quattro sconfitte di fila e vorranno riscattarsi. Ma a noi servono punti».

Simone Padoin risponde ai ragazzini dell'Istituto "Randaccio-Tuveri-Don Milani". La mezzala tiene botta. L'incontro per la serie Junior reporter si consuma in scioltezza. Quesiti, foto, autografi, selfie. Il numero 20 sfodera pazienza e bonomia. «Perché ti chiamano Talismano?» urla uno studente. Il centrocampista friulano, 34 anni, da due stagioni al Cagliari (103 gare e 2 reti) sorride. «La cosa è nata alla Juve: in quattro anni e mezzo, i migliori della mia carriera, abbiamo vinto cinque scudetti di fila, tre Supercoppe e due Tim cup».

Insomma, il mediano - abile a vestire i panni delle cinque le caselle del centrocampo del Cagliari - porta bene. Ma adesso, arriva il Toro. Un Toro inferocito dal momento no, in cerca di riscatto. «Mi aspetto l'atteggiamento tipico delle squadre allenate da Mazzarri: difesa bassa, coperti e pronti a ripartire in contropiede. Belotti? Fortissimo ma gli leverei Iago Falque: se sta bene è dura tenerlo a bada».

Padoin scorre il calendario. I calcoli non si fanno, le tabelle nemmeno. Ma stavolta, qualche punto fermo emerge: «Ci attendono quattro partite decisive per la salvezza. In casa contro Torino e Udinese, fuori con Genoa e Verona. Sì, sono scontri diretti da non sbagliare. Poi potremo giocare per fare il massimo ma siamo consapevoli che queste gare sono decisive».

Il centrocampista - tempestato di domande («Pirlo? Grandissimo, non ho gioito mai così tanto come quando ha segnato al 93' il gol vittoria contro il Toro») specie sugli ex compagni («Sento sempre Buffon, Barzagli e Chiellini, i senatori») - inquadra la sconfitta a Verona contro il Chievo come snodo cruciale: «Una partita sbagliata, da me per primo, che ci ha detto cosa non ripetere. Con la Lazio e contro il Benevento abbiamo costruito ottime prestazioni, senza mai mollare: quel che serve per stare in A».

Tappabuchi per eccellenza, Padoin riparte dal temperamento mostrato dall’intero Cagliari al "Vigorito": «Siamo stati bravi a crederci, per un'ora abbiamo giocato male ma poi la reazione del gruppo ha prodotto i frutti meritati. L'assenza di Cigarini in regia? Uno come lui, che detta i tempi e la manovra, in squadra non c'è. Barella è quello che può sostituirlo al meglio».

L'annosa questione del vice regista, croce di un Cagliari modulato al risparmio, non solo economico ma per tecnica ed esperienza. Un passaggio su cui crescere. «Il gol all'Atalanta? Non ne faccio tanti ma quello di Bergamo è stato un gol importante, abbiamo vinto in trasferta contro una grande squadra. Una vittoria decisiva per cogliere l'obiettivo» risponde Simone a un ragazzino.

La scuola è in festa o quasi. Il confronto con le nuove generazioni è da sempre più che positivo. Padoin annuisce. E rilancia: «Quelle contro il Toro per un ex juventino, sono sempre sfide particolari. Ma adesso c'è solo il Cagliari. L'energia deve diventare quella giusta per rinforzare la classifica».

E Federico, 9 anni, insiste: «Cosa farò da grande? Mi piacerebbe allenare le giovanili ma per scegliere il mio futuro ho ancora tempo».

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