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Olbia già in campo domani dopo il trionfo sul Livorno

Olbia già in campo domani dopo il trionfo sul Livorno

I bianchi affronteranno il recupero contro il blasonato Arezzo (Nespoli, 14.30) Il presidente Marini soddisfatto: «Centrato l’obiettivo di valorizzare i giovani»

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OLBIA. La partita successiva è sempre quella più difficile. L’antico adagio spesso consueto nel gergo calcistico vale a maggior ragione dopo la straordinaria vittoria dell’Olbia sul Livorno. Un 4-2 che regala entusiasmo, ma va gestito, visto che già domani ( “Nespoli” alle 14,30) arriva l’Arezzo sconvolto da una grave crisi societaria, ma comunque da non sottovalutare. Concetti chiari soprattutto al presidente Alessandro Marino. «Adesso i ragazzi hanno l’occasione di compiere un ulteriore step di crescita, cercando quella continuità nella tenuta mentale che mancò dopo la vittoria del derby – sottolinea Marino -. La partita di martedì con l’Arezzo può dire tanto della nostra stagione e anche per questo abbiamo deciso, in un giorno infrasettimanale imposto ci in via del tutto eccezionale, di adottare una speciale promozione per i nostri tifosi». Curva a 5 euro. Tribune a 10 euro. Ingresso gratuito per gli under 18. C’è bisogno del popolo bianco per inseguire il sogno dei playoff.

Intanto la salvezza è stata archiviata grazie alla partita col Livorno, segnata dalle fantastiche prestazioni della banda dei ragazzini terribili: da Senesi (doppietta), a Vallocchia, Biancu, Pinna e Cotali. »Un risultato dal valore storico, che credo verrà ricordato a lungo in città – conferma il numero uno dei bianchi -. Sento spesso che l’Olbia punta sulla politica di valorizzazione dei giovani. È vero, ma vorrei aggiungere una precisazione fondamentale. L’Olbia è una squadra che punta su scouting, selezione e formazione dei giovani di talento, senza le quali i risultati ottenuti non sarebbero stati possibili. La nostra missione non è di prendere “under” a caso, ma di individuare giocatori con potenzialità importanti e lavorare per farle esprimere al meglio». Davanti ai tanti giocatori di esperienza del Livorno, c’erano i giovanissimi dell’Olbia. La squadra più giovane del girone, davanti a una di quelle con l’età media più alta. Inevitabili, dunque, le differenze di obiettivi: il Livorno costruito per vincere subito, l’Olbia che guarda al futuro con il conforto dei risultati. «È evidente, la partita con il Livorno lo dimostra, che pur in un campionato più combattuto e avvincente del precedente, c’è una macroscopica eterogeneità progettuale, con squadre costruite con organici di categoria superiore e squadre che rispettano la mission della categoria: dare spazio ai giovani e di rendere economicamente sostenibile il sistema – spiega Marino -. Sino a quando però la mission non sarà comune a tutti e quindi la C più omogenea nelle forze in campo e capace di una strategia unitaria, sarà difficile rendere virtuoso il sistema e, per chi non vuole fare il passo più lungo della gamba, competere per le primissime posizioni».

Giandomenico Mele

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