Il Cagliari ha un nuovo ds: arriva Carli
di Roberto Muretto
L’ex direttore dell’Empoli da ieri al lavoro ad Assemini. Ha lanciato Sarri in A: «Un “pazzo” che mi ha dato emozioni»
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Ha impiegato meno di 24 ore il presidente Tommaso Giulini a trovare il sostituto di Giovanni Rossi. È Marcello Carli il nuovo direttore sportivo del Cagliari. La sua avventura è cominciata ieri mattina ad Asseminello. Prima un colloquio col tecnico Lopez, dopo l’incontro con la squadra, in ritiro per preparare la decisiva sfida con l’Udinese. In realtà Carli aveva giù un accordo col patron rossoblù per la prossima stagione, ma dopo la sconfitta di Verona sono stati accelerati i tempi e il suo lavoro in Sardegna è iniziato con qualche mese di anticipo.
L’addio. I motivi per i quali Rossi è stato licenziato non sono stati spiegati. Ma già da un po’ i rapporti con Giulini non erano più quelli della scorsa estate. Venuta meno la fiducia, il presidente ha deciso di cambiare e ha individuato nell’ex direttore dell’Empoli la persona giusta. Facile intuire che a Rossi vengono imputati errori sul mercato (il flop di Van der Wiel per esempio) e forse una scarsa personalità nel gestire momenti difficili come quello che sta attraversando il Cagliari.
Il ritratto. Marcello Carli, 54 anni, fino alla scorsa stagione ha lavorato per l’Empoli, squadra della quale è stato anche calciatore. Nel club toscano ha costruito la sua carriera da dirigente. Prima è stato a capo del settore giovanile, poi ha assunto l’incarico di direttore sportivo. Sei stagioni di fila fatte di buoni risultati, a parte la retrocessione nello scorso campionato, che ha decretato la fine del rapporto. Carli è stato colui che ha lanciato Sarri nel calcio che conta. «Lo scelsi - ha detto in una recente intervista - perché mi ricordavo di un pazzo furioso sulla panchina della Sangiovannese e del Sansovino. Un pazzo che mi aveva trasmesso emozioni». Carli ha anche rilanciato un tecnico come Marco Giampaolo, affidandogli la panchina dell’Empoli in un momento buio della carriera dell’ex tecnico del Cagliari. Una scelta vincente, in quella stagione l’Empoli ha fatto un bel campionato. Ora per Marcello Carli comincia una nuova avventura e il primo traguardo è: restare in serie A.
Momento delicato. Il messaggio di Giulini è chiarissimo: tutti sotto esame. Non solo i giocatori ma anche l’allenatore. Forse per la prima volta da quando è tornato, il mister uruguaiano si gioca la panchina. O batte l’Udinese, oppure verrà esonerato. «È il destino di noi allenatori essere sempre in discussione», ha detto domenica nella “pancia” del Bentegodi. Preoccupa l’involuzione che ha avuto la squadra sul piano del gioco e del carattere. O arriva una reazione, oppure dopo Rossi cadrà anche la testa del mister. Se i giocatori tengono al loro condottiero lo dimostrino sul campo.
Delusione. I tifosi la stanno manifestando sui social. Gli “sconvolts” hanno espresso in modo pesante il loro disappunto investendo di insulti tutta la comitiva rossoblù domenica notte all’aeroporto di Elmas. La verità è che a questo punto della stagione il Cagliari avrebbe dovuto già archiviare la pratica salvezza. Invece, si trova in un mare di guai, con un calendario complicatissimo. Nove sconfitte in casa su quindici partite sono troppe. Quello che doveva diventa il “fortino” rossoblù si è trasformato in un campo di conquista. Al Cagliari mancano quattro cinque punti, quasi tutti persi alla “Sardegna Arena”. La salvezza passa dalle gare casalinghe, d’ora in avanti non bisogna fare sconti se si vuole evitare di precipitare e non rialzarsi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’addio. I motivi per i quali Rossi è stato licenziato non sono stati spiegati. Ma già da un po’ i rapporti con Giulini non erano più quelli della scorsa estate. Venuta meno la fiducia, il presidente ha deciso di cambiare e ha individuato nell’ex direttore dell’Empoli la persona giusta. Facile intuire che a Rossi vengono imputati errori sul mercato (il flop di Van der Wiel per esempio) e forse una scarsa personalità nel gestire momenti difficili come quello che sta attraversando il Cagliari.
Il ritratto. Marcello Carli, 54 anni, fino alla scorsa stagione ha lavorato per l’Empoli, squadra della quale è stato anche calciatore. Nel club toscano ha costruito la sua carriera da dirigente. Prima è stato a capo del settore giovanile, poi ha assunto l’incarico di direttore sportivo. Sei stagioni di fila fatte di buoni risultati, a parte la retrocessione nello scorso campionato, che ha decretato la fine del rapporto. Carli è stato colui che ha lanciato Sarri nel calcio che conta. «Lo scelsi - ha detto in una recente intervista - perché mi ricordavo di un pazzo furioso sulla panchina della Sangiovannese e del Sansovino. Un pazzo che mi aveva trasmesso emozioni». Carli ha anche rilanciato un tecnico come Marco Giampaolo, affidandogli la panchina dell’Empoli in un momento buio della carriera dell’ex tecnico del Cagliari. Una scelta vincente, in quella stagione l’Empoli ha fatto un bel campionato. Ora per Marcello Carli comincia una nuova avventura e il primo traguardo è: restare in serie A.
Momento delicato. Il messaggio di Giulini è chiarissimo: tutti sotto esame. Non solo i giocatori ma anche l’allenatore. Forse per la prima volta da quando è tornato, il mister uruguaiano si gioca la panchina. O batte l’Udinese, oppure verrà esonerato. «È il destino di noi allenatori essere sempre in discussione», ha detto domenica nella “pancia” del Bentegodi. Preoccupa l’involuzione che ha avuto la squadra sul piano del gioco e del carattere. O arriva una reazione, oppure dopo Rossi cadrà anche la testa del mister. Se i giocatori tengono al loro condottiero lo dimostrino sul campo.
Delusione. I tifosi la stanno manifestando sui social. Gli “sconvolts” hanno espresso in modo pesante il loro disappunto investendo di insulti tutta la comitiva rossoblù domenica notte all’aeroporto di Elmas. La verità è che a questo punto della stagione il Cagliari avrebbe dovuto già archiviare la pratica salvezza. Invece, si trova in un mare di guai, con un calendario complicatissimo. Nove sconfitte in casa su quindici partite sono troppe. Quello che doveva diventa il “fortino” rossoblù si è trasformato in un campo di conquista. Al Cagliari mancano quattro cinque punti, quasi tutti persi alla “Sardegna Arena”. La salvezza passa dalle gare casalinghe, d’ora in avanti non bisogna fare sconti se si vuole evitare di precipitare e non rialzarsi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
