La Pasta Cellino ora sogna la ciliegina dei playoff
Serie A2. Il presidente Zucca si gode la salvezza matematica: alla fine mancano ancora due gare
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CAGLIARI. Sancita dietro la scrivania ma conquistata in campo. La salvezza della Pasta Cellino Cagliari, sancita matematicamente dopo la maxipenalizzazione di Reggio Calabria, è il giusto riconoscimento per una lunga stagione di sudore, dentro e fuori dal parquet.
«Una bella soddisfazione - il commento del n. 1 Giovanni Zucca - che premia tutti gli sforzi, anche quelli votati a mettere a punto, a tempo di record in estate, tutti i cavilli burocratici richiesti». La regolarità delle pratiche uno di questi, ma nel ritorno del grande basket a Cagliari dopo 37 anni di latitanza, c'è dell'altro. «C'è il lavoro di tutti - prosegue Zucca - appena ho avuto la notizia ho immediatamente chiamato Stefano Sardara, poi Paolini e pian pianino tutti i meravigliosi compagni di viaggio di questa indimenticabile avventura».
Tredici vittorie, alcune roboanti (Biella, Legnano e Casale), 15 sconfitte. Un percorso che premia chi, nei caldi mesi estivi, ha messo insieme un gruppo fino ad allora sconosciuto. «Faccio i complimenti a Federico Pasquini - ammette Zucca - ha saputo scegliere gli elementi perfetti per costruire un mix di esperienza e talento. Ricordo a tutti che questa squadra non è stata cambiata di una virgola dall'inizio della stagione». Merito anche di un condottiero come Paolini. «L'uomo giusto perché a 58 anni ha saputo comunicare in maniera corretta coi ragazzi - continua Zucca - ma ha saputo anche rischiare, utilizzando Bucarelli da play o Ebeling da esterno». Il giovane talento della Dinamo è però quello che ha faticato più di tutti per trovare la sua dimensione. «Tecnicamente ha le carte per diventare un giocatore da serie A - spiega il presidente - ma deve necessariamente giocare da tre. Con Paolini ha iniziato questo percorso». Americani a parte - "azzeccatissimi", dice Zucca - parole di miele anche per Allegretti e Rullo, le due vere sorprese della stagione. «Soprattutto per continuità. Non erano mai stati così coerenti in carriera nelle prestazioni positive». Il cruccio di una stagione comunque sopra le righe? «Il pubblico - ammette il presidente della Dinamo Academy - è inutile negarlo, sotto le attese, in quantità e qualità. Non abbiamo mai superato le mille unita al palazzetto e sempre troppo tiepido. Ma non ci arrendiamo. Col tempo questa squadra diventerà sempre di più la squadra della città».
A sostenerlo Stefano Sardara, papà di un’operazione unica in Italia. «Sì, missione compiuta – sorride il numero uno della Dinamo –, non solo sotto il profilo della classifica ma anche della qualità. Siamo stati fedeli all’obiettivo: Rullo, Bucarelli e Allegretti sono delle realtà, altri crescono ed era questo lo scopo della Cagliari Dinamo Academy. Questo poi, era l’anno zero, mettendo radici in città cresceranno pubblico e sponsor. Ora penseremo all’anno uno, e non dimentichiamo che mancano ancora due partite, che questa squadra i suoi 26 punti li ha conquistati, e che i playoff sono ancora possibili. Questa squadra ci ha già saputi sorprendere, sarebbe la ciliegina su una torta già comunque dolcissima».
Mauro Farris
«Una bella soddisfazione - il commento del n. 1 Giovanni Zucca - che premia tutti gli sforzi, anche quelli votati a mettere a punto, a tempo di record in estate, tutti i cavilli burocratici richiesti». La regolarità delle pratiche uno di questi, ma nel ritorno del grande basket a Cagliari dopo 37 anni di latitanza, c'è dell'altro. «C'è il lavoro di tutti - prosegue Zucca - appena ho avuto la notizia ho immediatamente chiamato Stefano Sardara, poi Paolini e pian pianino tutti i meravigliosi compagni di viaggio di questa indimenticabile avventura».
Tredici vittorie, alcune roboanti (Biella, Legnano e Casale), 15 sconfitte. Un percorso che premia chi, nei caldi mesi estivi, ha messo insieme un gruppo fino ad allora sconosciuto. «Faccio i complimenti a Federico Pasquini - ammette Zucca - ha saputo scegliere gli elementi perfetti per costruire un mix di esperienza e talento. Ricordo a tutti che questa squadra non è stata cambiata di una virgola dall'inizio della stagione». Merito anche di un condottiero come Paolini. «L'uomo giusto perché a 58 anni ha saputo comunicare in maniera corretta coi ragazzi - continua Zucca - ma ha saputo anche rischiare, utilizzando Bucarelli da play o Ebeling da esterno». Il giovane talento della Dinamo è però quello che ha faticato più di tutti per trovare la sua dimensione. «Tecnicamente ha le carte per diventare un giocatore da serie A - spiega il presidente - ma deve necessariamente giocare da tre. Con Paolini ha iniziato questo percorso». Americani a parte - "azzeccatissimi", dice Zucca - parole di miele anche per Allegretti e Rullo, le due vere sorprese della stagione. «Soprattutto per continuità. Non erano mai stati così coerenti in carriera nelle prestazioni positive». Il cruccio di una stagione comunque sopra le righe? «Il pubblico - ammette il presidente della Dinamo Academy - è inutile negarlo, sotto le attese, in quantità e qualità. Non abbiamo mai superato le mille unita al palazzetto e sempre troppo tiepido. Ma non ci arrendiamo. Col tempo questa squadra diventerà sempre di più la squadra della città».
A sostenerlo Stefano Sardara, papà di un’operazione unica in Italia. «Sì, missione compiuta – sorride il numero uno della Dinamo –, non solo sotto il profilo della classifica ma anche della qualità. Siamo stati fedeli all’obiettivo: Rullo, Bucarelli e Allegretti sono delle realtà, altri crescono ed era questo lo scopo della Cagliari Dinamo Academy. Questo poi, era l’anno zero, mettendo radici in città cresceranno pubblico e sponsor. Ora penseremo all’anno uno, e non dimentichiamo che mancano ancora due partite, che questa squadra i suoi 26 punti li ha conquistati, e che i playoff sono ancora possibili. Questa squadra ci ha già saputi sorprendere, sarebbe la ciliegina su una torta già comunque dolcissima».
Mauro Farris
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