La Nuova Sardegna

Sport

Il sassarese Biancu come Kean e Pellegri

Il sassarese Biancu come Kean e Pellegri

Primo gol di un millennial in serie C. La punta dell’Olbia ha segnato col Livorno e si è ripetuta nel recupero con l’Arezzo

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. La storia bussa a Olbia. La porta è aperta sul campo del “Nespoli” dove prima domenica e poi martedì la rete si è gonfiata due volte, per i gol di un ragazzo del 2000 che sembra essere un predestinato. Il suo nome è Roberto Biancu, 18 anni compiuti da poco, nato a Sassari, il primo “millennial” a segnare in serie C. Pallonetto vellutato sull’uscita del portiere contro la blasonata Livorno, per la rete del 4-2. Il momentaneo 2-0 con un colpo di testa su cross di Ragatzu nella sfortunata sconfitta interna dell’Olbia con l’Arezzo.

Lui c’è, un percorso netto di crescita, consapevolezza nei propri mezzi, miglioramenti a velocità supersonica come sono in grado di fare solo i pochi baciati dal Dio del calcio. Prima di lui gli unici “millennial” ad aver segnato tra i professionisti sono stati due ragazzi i cui nomi sono entrati da tempo nell’almanacco dei talenti planetari: Kean della Juventus, oggi in prestito al Verona in serie A e Pellegri del Genoa, venduto a suon di milioni al Monaco in Francia. Precedenti beneauguranti, un po’ anche da far tremare i polsi. Emozioni che Roberto sa tenere a bada con quella maturità che è condizione necessaria, anche se non sufficiente, per scalare le vette del calcio italiano.

«Segnare nelle ultime due partite è stata un’emozione unica, due ricordi che porterò per sempre dentro di me – ammette il giocatorie –. Certo, il gol al Livorno è stato il primo e quindi dal sapore speciale, anche perché è arrivata una vittoria storica per la squadra».

Biancu è stato scoperto e allevato nella “cantera” del Cagliari, diventando un punto di forza della Primavera rossoblù, dalla quale ha preso il volo verso Olbia. Qui ha trovato un ambiente ideale per crescere, con serenità, senza pressioni, grazie alle cure paterne, ma senza concessioni, di un maestro di calcio e di vita come Bernardo Mereu, allenatore dei galluresi. Mereu ha plasmato il talento di Biancu, facendone un potenziale a disposizione della squadra. Il giovane centrocampista sassarese ha saputo interpretare con la medesima efficacia il ruolo di play basso, quello di interno e, a volte, la posizione di trequartista. Eclettismo e sapienza tattica, unite a una tecnica in grande evoluzione. Olbia potrebbe essere casa sua anche la prossima stagione, per completare il percorso di crescita. Una scelta di cuore e di testa, al di là di tutte le voci che parlano di un interessamento di grandi squadre, dalla Juventus alla Roma.

«A Olbia ho trovato l’ambiente ideale per approcciare il calcio dei grandi, anche perché il lavoro che facciamo ha degli standard da categoria superiore e c’è sempre da imparare qualcosa – conferma Roberto –. Non è semplice, devo faticare e sudare tutti i giorni, ma staff e compagni mi stanno vicini. Sono soddisfatto del mio percorso e soprattutto consapevole che la crescita debba avvenire gradualmente. La stagione è stata sinora entusiasmante e vogliamo chiudere in bellezza. La partita con il Prato di sabato prossimo per noi vale quanto una finale di Champions».

Giandomenico Mele

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative