Il Cagliari adesso è più vicino alla salvezza
di Roberto Muretto
Sono tornati cinque i punti di vantaggio sulla terzultima a sei turni dalla fine. Domani i rossoblù cercano gloria in casa Inter
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CAGLIARI. L'esame è stato superato, la laurea va ancora conseguita. Il Cagliari doveva battere l'Udinese per interrompere la serie negativa ed ha portato a casa il bottino. Tre punti di platino che non mettono i rossoblù al sicuro ma sono fondamentali per aumentare il vantaggio dal terz'ultimo posto. I segnali trasmessi dalla partita con i friulani sono confortanti. La squadra è viva, pronta gettare sul campo l'ultima goccia di sudore, decisa a conquistare la salvezza (i risultati di ieri danno una mano alla squadra di Lopez), passaggio cruciale per dare gambe ai progetti ambiziosi del club.
Spirito di gruppo. Se non ci fosse, il Cagliari dopo il gol di Lasagna si sarebbe squagliato. Andare sotto in un amen poteva essere una colpo ferale. Invece i rossoblù hanno trovato la forza per reagire, si sono compattati e hanno portato a casa il risultato con una prova di carattere. Una grande reazione che puoi avere solo se tutti remano nella stessa direzione. Sabato si è avuta la conferma che nello spogliatoio non ci sono crepe e soprattutto che tutta la squadra sta dalla parte dell'allenatore. Ha fatto bene il presidente Tommaso Giulini a ribadire con forza: «Abbiamo decis oche comunque vada andremo avanti con questo mister, l'unico che ci può far uscire da una situazione abbastanza complicata». Parole spese non a caso, ma per provare a far cessare le voci che vedono Diego Lopez costantemente sulla graticola. A fine stagione, si spera felici per essere rimasti in A, si ragionerà se continuare col tecnico uruguaiano o scegliere un’altra strada.
La mente. Quanto sia mancato Cigarini lo si è potuto toccare con mano l'altro ieri. Il suo ritorno in campo ha fatto ritrovare al Cagliari le geometrie, ha dato ordine alla manovra. Il centrocampista ha confermato di essere un punto di riferimento, l'uomo dai piedi di “velluto” che sa verticalizzare, ha velocità di pensiero, ma allo stesso tempo diventa prezioso nella fase di non possesso. Si sono riviste quelle verticalizzazioni che per due mesi erano sparite. L'ammonizione gli farà saltare la gara con l'Inter, ma forse al "Meazza" non sarebbe partito titolare perchè quando rientri dopo un lungo stop non si possono giocare due partite in tre giorni.
La difesa. Qualcosa va registrato. Non è un caso se il Cagliari negli ultimi otto match ha sempre subito gol. Anche con l'Udinese l'inizio è stato da brividi. Lasagna per quasi tutto il primo ha messo (da solo) in difficoltà il reparto, incapace di trovare le contromisure. Difetti da correggere perchè non sempre le partite riesci a rimetterle in piedi. Serve più attenzione, più reattività, quella mostrata nella seconda parte contro l'Udinese. La salvezza si conquista anche blindando la propria porta e quella del Cagliari è rimasta in questo campionato pochissime volte inviolata.
Esame Inter. «Domani andremo a Milano a battagliare». Diego Lopez tira fuori lo spirito del guerriero, quello che aveva da calciatore. «Mancano sei partite alla fine - aggiunge il tecnico - e in tutte dobbiamo cercare difare punti, anche a Milano contro un avversario forte. Non voglio sentire che non abbiamo nulla da perdere, perchè non è vero. Dobbiamo continuare a lavorare come abbiamo fatto in ritiro, lo spirito per centrare il nostro traguardo deveessere sempre questo». Senza Cigarini e Barella dovrà cambiare qualcosa. Ma l'importante è andare a Milano decisi a vendere cara la pelle. Nel calcio niente è scontato, tantomeno con la "pazza" Inter.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Spirito di gruppo. Se non ci fosse, il Cagliari dopo il gol di Lasagna si sarebbe squagliato. Andare sotto in un amen poteva essere una colpo ferale. Invece i rossoblù hanno trovato la forza per reagire, si sono compattati e hanno portato a casa il risultato con una prova di carattere. Una grande reazione che puoi avere solo se tutti remano nella stessa direzione. Sabato si è avuta la conferma che nello spogliatoio non ci sono crepe e soprattutto che tutta la squadra sta dalla parte dell'allenatore. Ha fatto bene il presidente Tommaso Giulini a ribadire con forza: «Abbiamo decis oche comunque vada andremo avanti con questo mister, l'unico che ci può far uscire da una situazione abbastanza complicata». Parole spese non a caso, ma per provare a far cessare le voci che vedono Diego Lopez costantemente sulla graticola. A fine stagione, si spera felici per essere rimasti in A, si ragionerà se continuare col tecnico uruguaiano o scegliere un’altra strada.
La mente. Quanto sia mancato Cigarini lo si è potuto toccare con mano l'altro ieri. Il suo ritorno in campo ha fatto ritrovare al Cagliari le geometrie, ha dato ordine alla manovra. Il centrocampista ha confermato di essere un punto di riferimento, l'uomo dai piedi di “velluto” che sa verticalizzare, ha velocità di pensiero, ma allo stesso tempo diventa prezioso nella fase di non possesso. Si sono riviste quelle verticalizzazioni che per due mesi erano sparite. L'ammonizione gli farà saltare la gara con l'Inter, ma forse al "Meazza" non sarebbe partito titolare perchè quando rientri dopo un lungo stop non si possono giocare due partite in tre giorni.
La difesa. Qualcosa va registrato. Non è un caso se il Cagliari negli ultimi otto match ha sempre subito gol. Anche con l'Udinese l'inizio è stato da brividi. Lasagna per quasi tutto il primo ha messo (da solo) in difficoltà il reparto, incapace di trovare le contromisure. Difetti da correggere perchè non sempre le partite riesci a rimetterle in piedi. Serve più attenzione, più reattività, quella mostrata nella seconda parte contro l'Udinese. La salvezza si conquista anche blindando la propria porta e quella del Cagliari è rimasta in questo campionato pochissime volte inviolata.
Esame Inter. «Domani andremo a Milano a battagliare». Diego Lopez tira fuori lo spirito del guerriero, quello che aveva da calciatore. «Mancano sei partite alla fine - aggiunge il tecnico - e in tutte dobbiamo cercare difare punti, anche a Milano contro un avversario forte. Non voglio sentire che non abbiamo nulla da perdere, perchè non è vero. Dobbiamo continuare a lavorare come abbiamo fatto in ritiro, lo spirito per centrare il nostro traguardo deveessere sempre questo». Senza Cigarini e Barella dovrà cambiare qualcosa. Ma l'importante è andare a Milano decisi a vendere cara la pelle. Nel calcio niente è scontato, tantomeno con la "pazza" Inter.
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