Il Moro del Budoni è un millennial che guarda lontano
di Sergio Secci
Matteo, figlio d’arte, ha deciso il derby con la “sua” Nuorese Studia e si allena: «Qui sto benissimo ma sogno di salire»
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BUDONI. Un tiro da 25 metri che condanna probabilmente la Nuorese agli spareggi. Domenica in serie D nel derby a realizzare il gol che ha dato i tre punti al Budoni è stato un nuorese di appena 17 anni, figlio d’arte: il padre Sandro ha giocato e allenato, anche le giovanili della Nuorese. E il figlio Matteo Moro (2001) non appena ha visto che la palla entrava ha sfogato la sua gioia con un urlo liberatorio prima di ritrovarsi sommerso dagli abbracci.
La stagione per il millennial del Budoni era iniziata nel peggiore dei modi. Il ds biancoceleste Renzo Oggianu lo aveva notato lo scorso anno al Taloro e lo ha voluto, ma in giugno in un torneo in Spagna Matteo si frattura il malleolo. Quattro mesi con le stampelle e lui si fa accompagnare per mesi agli allenamenti “per vedere come ci si allena in D e fare gruppo – ha detto ieri al rientro da scuola, il liceo linguistico di Nuoro –. Lo staff del Budoni mi ha rimesso in sesto e ho trovato spazio».
La prima convocazione contro il San Teodoro, poi uno spezzone col Monterosi e il posto da titolare prima ad Anzio, poi con la Lupa e la conferma contro la squadra della sua città.
«Moro sarà una sorpresa per voi ma non certo per me – dice mister Cerbone –. Dopo l’esordio con l’Anzio l’abbiamo perso 2 settimane per il torneo delle regioni, ma ha dimostrato di saper giocare e ha trovato spazio».
Cresciuto nella Sales sino agli allievi, ha disputato un buon campionato da esterno con il Taloro in Eccellenza. Poi il Budoni. «Conciliarescuola e calcio? Cerco di fare il possibile rinunciando a qualcosa».
Come l’hanno presa gli amici nuoresi?
«Sono stati contenti per me e li ringrazio perché mi sono stati vicini, come la mia famiglia».
Sulla strada del padre.
«Da piccolo lo seguivo quando giocava e quando allenava, mi piaceva vedere cosa spiegava».
Le squadre sarde arrancano.
«Purtroppo sì, spero che se ne salvi il maggior numero per tenere alto il livello calcistico sardo».
La Nuorese?
«Non è messa bene, che peccato se dovesse retrocedere».
Un futuro nel calcio?
«Mi trovo benissimo a Budoni ma è logico pensare di poter salire sempre più in alto».
La stagione per il millennial del Budoni era iniziata nel peggiore dei modi. Il ds biancoceleste Renzo Oggianu lo aveva notato lo scorso anno al Taloro e lo ha voluto, ma in giugno in un torneo in Spagna Matteo si frattura il malleolo. Quattro mesi con le stampelle e lui si fa accompagnare per mesi agli allenamenti “per vedere come ci si allena in D e fare gruppo – ha detto ieri al rientro da scuola, il liceo linguistico di Nuoro –. Lo staff del Budoni mi ha rimesso in sesto e ho trovato spazio».
La prima convocazione contro il San Teodoro, poi uno spezzone col Monterosi e il posto da titolare prima ad Anzio, poi con la Lupa e la conferma contro la squadra della sua città.
«Moro sarà una sorpresa per voi ma non certo per me – dice mister Cerbone –. Dopo l’esordio con l’Anzio l’abbiamo perso 2 settimane per il torneo delle regioni, ma ha dimostrato di saper giocare e ha trovato spazio».
Cresciuto nella Sales sino agli allievi, ha disputato un buon campionato da esterno con il Taloro in Eccellenza. Poi il Budoni. «Conciliarescuola e calcio? Cerco di fare il possibile rinunciando a qualcosa».
Come l’hanno presa gli amici nuoresi?
«Sono stati contenti per me e li ringrazio perché mi sono stati vicini, come la mia famiglia».
Sulla strada del padre.
«Da piccolo lo seguivo quando giocava e quando allenava, mi piaceva vedere cosa spiegava».
Le squadre sarde arrancano.
«Purtroppo sì, spero che se ne salvi il maggior numero per tenere alto il livello calcistico sardo».
La Nuorese?
«Non è messa bene, che peccato se dovesse retrocedere».
Un futuro nel calcio?
«Mi trovo benissimo a Budoni ma è logico pensare di poter salire sempre più in alto».
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