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Cagliari sulla graticola sarà un mese rovente

di Roberto Muretto
Cagliari sulla graticola sarà un mese rovente

Calendario complicato, servono almeno 5 punti per salvarsi

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CAGLIARI. Nei momenti delicati serve equilibrio. Se la calma è la virtù dei forti, il Cagliari deve fare tesoro di questo detto e metterlo in pratica. L’ultimo mese di campionato dei rossoblù è vietato ai deboli di cuore, ma guardando la classifica e il calendario, quattro punti di vantaggio dalla terzultima sono un “tesoretto” niente male. La squadra di Lopez non ha scontri diretti, tutte le altre sì e anche questo rappresenta un vantaggio da non sottovalutare. L’aspetto tecnico lascia qualche perplessità, le prestazioni della squadra non sono brillanti. Serve qualcosa in più, un ultimo sforzo per mantenere la categoria. Le critiche dei tifosi devono essere da stimolo, non aumentare la pressione che è già alle stelle. Negli ultimi 360’ della stagione serve giocare con tranquillità e con il coltello tra i denti.

Idee. Il gioco del Cagliari è diventato prevedibile. Il match con i felsinei ha evidenziato un doppio problema: fermato Cigarini, la squadra perde le geometrie e non ha profondità; il gioco sulle corsie si sviluppa con grande difficoltà e arrivare sul fondo per il cross è una faticaccia. Limite che fa mancare i rifornimenti a Pavoletti, così per gli avversari è più facile neutralizzarlo. Non ci sono alternative a questo modo di interpretare la fase di possesso ed ecco spiegato perchè i lanci lunghi si sprecano. Se sia un difetto del tecnico o un problema di coperta corta, è un discorso che in questo momento non serve affrontare. Sarebbe come gettare benzina sul fuoco e non giova a nessuno. Così come non serve accusare i calciatori di scarso impegno. Primo perchè è poco credibile, poi perchè a nessuno piace macchiare la propria carriera con una retrocessione.

Assenze. Al tecnico di Montevideo va riconosciuto di non aver mai cercato scusanti. Ma è lampante che il Cagliari non può permettersi di rinunciare a giocatori come Joao Pedro e Farias. Il primo è in attesa di giudizio (fermato in via cautelare) dopo essere stato trovato positivo ad un doppio controllo antidoping. L’altro brasiliano è infortunato. In questo momento il suo contributo sarebbe stato importantissimo per l’imprevedibilità che può dare alla manovra. Lopez avrebbe avuto più frecce nel suo arco.

Mea culpa. Se il Cagliari non ha ancora messo al sicuro la salvezza deve farsi un esame di coscienza. Pesano come un macigno le nove sconfitte in casa. Alcune contro le dirette concorrenti. Ma pesano anche una serie di prestazioni negative. Senza andare troppo lontano, quella del “Bentegodi” con l’Hellas, squadra sull’orlo del baratro resuscitata dai rossoblù; lo 0-4 alla “Sardegna Arena” col Torino, ko maturato in modo quasi autolesionistico; la prestazione del “Meazza”, che è meglio cancellare per sempre. Il valore dell’organico rossoblù non è inferiore a sette-otto squadre della A. Così come non è una stupidaggine dire che il Cagliari avrebbe potuto tranquillamente avere 6-7 punti in più nella classifica.

Il calendario. Il mese di fuoco comincia domenica con la trasferta di Genova, sponda Sampdoria. Prosegue con la gara in casa con la Roma; il viaggio a Firenze, per chiudere in Sardegna contro l’Atalanta. Quattro sfide da giocare come se fossero finali di Champions.

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