La Nuova Sardegna

Sport

«Ho un sogno: tornare campione d’Italia»

di Roberto Muretto
«Ho un sogno: tornare campione d’Italia»

Boxe: Tore Erittu sfida l’imbattuto D’Ortenzi per il tricolore massimi leggeri: «Il match si farà in Sardegna, spero a Sassari»

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Determinato, convinto forse come mai in passato, di poter ancora essere protagonista sul ring. Salvatore Erittu a 37 anni avrà un’altra chance importante: combatterà per il titolo italiano dei massimi leggeri. L’Opi ’82 si è aggiudicata l’asta e il match contro l’imbattuto romano Luca D’Ortenzi, si svolgerà in Sardegna. La location è ancora da decidere, Alghero e Sassari sono tra le candidate.

Alla sua età un pugile è “vecchio”?

«Per nulla, io lo definirei maturo. Conosco le mie potenzialità e i miei limiti, so che cosa voglio. Il mio futuro è in questo sport e quando smetterò farò il tecnico».

Lei è allenato dall’ex campione europeo Simone Maludrottu, cosa è cambiato?

«Mi ha dato nuovi stimoli e trasmesso tanta serenità. D’altronde Simone ha combattuto anche a livello mondiale e sta mettendo al mio servizio la sua esperienza».

Che rapporto avete?

«Di amicizia, ma quando si lavora comanda lui. Lo apprezzo perchè è una persona schietta, dice le cose in faccia. Se non fossi stato in grado di combattere ad alto livello, mi avrebbe consigliato di lasciare perdere»

Che cosa le dice durante gli allenamenti?

«Pretende grande impegno. La sua frase più ricorrente è questa: quando sali sul ring devi avere fame di vincere. Me lo ripete continuamente».

La sua carriera è arrivata a una svolta?

«Non c’è dubbio. Il mio obiettivo è quello di riportare la cintura in Sardegna nove anni dopo averla conquistata battendo Cristian Dolzanelli. Il pugilato professionistico in Italia ha toccato il punto più basso. Di boxe non si può vivere, ecco perchè mi sono dato da fare per garantirmi un futuro sereno».

Incontrerà un avversario imbattuto, non sarà facile.

«Lo so benissimo, non sono così presuntuoso da pensare che vincerò facilmente. Vivo alla giornata, ora penso a questo match, dopo valuterò come sto fisicamente».

Ma avrà pure un sogno?

«Certo, avere una chance europea. Mi sento all’altezza. Sono una persona molto razionale, se lo dico è perchè penso di poter combattere a questo livello. I pugni fanno male, a nessuno piace prenderli. Ho una figlia, devo pensare anche al suo futuro».

Erika che cosa le dice?

«È orgogliosa di quello che fa il padre. Lei è felice perchè sa che lo sono io. È bello avere una figlia come lei, una ragazza di cui vado fiero».

Chissà che sofferenza quando combatte.

«Lei viene a vedermi. Sapere che è a bordo ring mi dà una carica speciale. Non lo so se soffre, non ne abbiamo mai parlato. Ma immagino di sì».

Lei allena Gabriele Cossu che sabato farà l’esordio tra i professionisti. Che cosa dobbiamo aspettarci?

«Secondo me ha le potenzialità e la personalità per ritagliarsi uno spazio importante nella categoria dei pesi piuma. Ha fatto i guanti con il campione italiano Francesco Grandelli, lo ha messo in difficoltà».

Ci descriva la sua giornata.

«Alle 7 della mattina sono già in palestra e ne esco la sera alle 9. Vado ad Olbia alcune volte alla settimana per lavorare con Maludrottu, sedute che intensificherò quando avremo la data certa del match. Faccio tanti sacrifici, sogno il titolo italiano, ce la farò».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative