La Procura non fa sconti: 4 anni per JP10
di Mario Frongia
Pesantissime le richieste per il caso doping che vede coinvolto il bomber del Cagliari. La sentenza a metà maggio
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CAGLIARI. Molto peggio di quanto si potesse supporre: la Procura nazionale antidoping ha deferito Joao Pedro. E dalle prime anticipazioni, la richiesta di squalifica sarebbe di quattro anni. Pur con le dinamiche del processo, difesa e contradditorio, una mazzata pesante per un atleta che ha compiuto 26 anni il 9 marzo scorso. Ventuno presenze e 5 gol in stagione, il numero 10 corre un rischio duro e inaspettato. Anche perché i legali del brasiliano di Ipatinga (San Paolo) avevano prospettato ben altra musica: «Siamo fiduciosi, Joao è molto più sereno perché ha potuto spiegare alla procura – le parole dell'avvocato Ernesto De Toni che con il collega Gaetano Mari patrocina il giocatore – di non aver fatto nulla, sicuramente è qualcosa di non voluto. Un integratore contaminato? Non può esserci altra spiegazione».
I difensori speravano in una storia diversa. Ieri, la richiesta da incubo e una reazione molto dura da parte dei due legali: «È assolutamente sorprendente la valutazione che ha fatto la Procura Antidoping nel formulare l'accusa e chiedere il deferimento di Joao Pedro. Avevamo prodotto una dettagliata consulenza tecnica che dimostra in modo incontrovertibile, che il giocatore ha assunto inconsapevolmente degli integratori parzialmente contaminati».
Joao Pedro era risultato positivo all'idroclorotiazide (diuretico proibito) nei controlli post gare del Cagliari a Sassuolo e Chievo (11 e 17 febbraio). Ieri - con un ritardo che appare strano viste le tempistiche solite - la bordata. Con appuntamento alle 14 di mercoledì 16 maggio di fronte alla prima sezione del Tribunale nazionale antidoping.
Classifica indigesta. Il Cagliari - che su JP10 scrive «pur ribadendo l'assoluto rispetto delle attività della Procura, esterna il proprio stupore per l'entità della richiesta. Il club resta fermamente convinto della buona fede e della lealtà sportiva e personale di Joao Pedro» - è in allarme. Con quattro match ancora da giocare (Samp, Roma, Fiorentina e Atalanta), a +4 dalla Spal terzultima con 29 punti, reduce dallo 0-0 opaco con il Bologna, Sau e soci sono al bivio. Tra le peggiori squadre per propensione al tiro, senza idee e poca personalità la gara alla Sardegna Arena con gli emiliani ha ribadito lacune croniche. Criticità note fin dai ko interni con Pordenone (serie D, Coppa Italia) a novembre e Fiorentina a dicembre. Segnali trascurati dal club e dal tecnico.
Che poi domenica Doveri abbia annullato un gol valido a Sau, rende più amaro il momento. Ma se nelle ultime sette gare l'ultima rete su azione (Pavoletti alla Lazio) è dell'11 marzo, 675 minuti, qualche problema serio c'è.
I difensori speravano in una storia diversa. Ieri, la richiesta da incubo e una reazione molto dura da parte dei due legali: «È assolutamente sorprendente la valutazione che ha fatto la Procura Antidoping nel formulare l'accusa e chiedere il deferimento di Joao Pedro. Avevamo prodotto una dettagliata consulenza tecnica che dimostra in modo incontrovertibile, che il giocatore ha assunto inconsapevolmente degli integratori parzialmente contaminati».
Joao Pedro era risultato positivo all'idroclorotiazide (diuretico proibito) nei controlli post gare del Cagliari a Sassuolo e Chievo (11 e 17 febbraio). Ieri - con un ritardo che appare strano viste le tempistiche solite - la bordata. Con appuntamento alle 14 di mercoledì 16 maggio di fronte alla prima sezione del Tribunale nazionale antidoping.
Classifica indigesta. Il Cagliari - che su JP10 scrive «pur ribadendo l'assoluto rispetto delle attività della Procura, esterna il proprio stupore per l'entità della richiesta. Il club resta fermamente convinto della buona fede e della lealtà sportiva e personale di Joao Pedro» - è in allarme. Con quattro match ancora da giocare (Samp, Roma, Fiorentina e Atalanta), a +4 dalla Spal terzultima con 29 punti, reduce dallo 0-0 opaco con il Bologna, Sau e soci sono al bivio. Tra le peggiori squadre per propensione al tiro, senza idee e poca personalità la gara alla Sardegna Arena con gli emiliani ha ribadito lacune croniche. Criticità note fin dai ko interni con Pordenone (serie D, Coppa Italia) a novembre e Fiorentina a dicembre. Segnali trascurati dal club e dal tecnico.
Che poi domenica Doveri abbia annullato un gol valido a Sau, rende più amaro il momento. Ma se nelle ultime sette gare l'ultima rete su azione (Pavoletti alla Lazio) è dell'11 marzo, 675 minuti, qualche problema serio c'è.
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