Passione e sacrifici: ecco il pugilato del “guerriero” Cossu
di Roberto Muretto
Domani l’atleta sassarese esordisce tra i pro sfidando Galici «Sono ambizioso e voglio arrivare in alto ma senza fretta»
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SASSARI. Tutto è cominciato nove anni fa, quando sul pich-up di suo padre ha ospitato Tore Erittu, che ha girato per Porto Torres sul cassone della macchina per mostrare alla città la cintura di campione d’Italia. In quell’istante è nata la passione per la boxe di Gabriele Cossu, 28 anni, che domani sera, nella palestra delle piscine del Latte Dolce, esordirà tra i professionisti nella categoria dei piuma. Se la vedrà contro Calogero Galici sulla distanza delle quattro riprese.
È il momento giusto per il grande salto?
«Sono pronto e mi sento maturo per la nuova avventura. Aspettare ancora non aveva proprio senso».
All’estero passano al professionismo molto più giovani.
«In Italia non puoi vivere di pugilato. Io lavoro nell’azienda ittica di famiglia e la mattina mi alzo prestissimo. Ho una passione infinita per il pugilato, quella che mi permette di fare tanti sacrifici ».
Che obiettivi si è posto?
«Arrivare più in alto possibile. Intanto voglio cominciare vincendo sabato. Spero prima possibile di avere la chanche di combattere per il titolo italiano. Sono sereno, motivato, sicuro dei miei mezzi».
Conosce il suo avversario?
«So soltanto che ha nove match e sei sconfitte. Ma non dite che sarà un match facile, nel pugilato non esistono i combattimenti scontati».
Come è cambiata la sua preparazione?
«Sto facendo un lavoro completamente diverso, più specifico. Tra i pro la tecnica è importante ma conta moltissimo la preparazione atletica. Ora farò solo quattro riprese, poi i round cresceranno e devi farti trovare preparato».
Che match sarà?
«Ci tengo da matti a fare una bella figura. Ho la giusta carica, per me è come andare alla guerra, naturalmente nel senso sportivo. Devo dimostrare da subito di avere le potenzialità per poter puntare in alto».
La sensazione che si ricava è che lei sia ambizioso. È così?
«Non solo, sono anche molto realista. Come nella vita, anche nello sport non farò mai i passo più lungo della gamba. Conosco i miei limiti e so benissimo fin dove mi posso spingere. Lo ripeto, voglio arrivare più in alto possibile».
Tore Erittu è il suo allenatore, che consigli le dà?
«Se sono un pugile lo devo a lui. Mi ha insegnato tutto e spinto a fare il grande salto. È convinto che posso fare una bella carriera, farò di tutto per non deluderlo».
Domani è il grande giorno, faccia una promessa.
«Darò il massimo e spero che di fare un match brillante, esprimendo tutto il mio bagaglio tecnico. Se ci riuscirò la vittoria non può sfuggirmi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È il momento giusto per il grande salto?
«Sono pronto e mi sento maturo per la nuova avventura. Aspettare ancora non aveva proprio senso».
All’estero passano al professionismo molto più giovani.
«In Italia non puoi vivere di pugilato. Io lavoro nell’azienda ittica di famiglia e la mattina mi alzo prestissimo. Ho una passione infinita per il pugilato, quella che mi permette di fare tanti sacrifici ».
Che obiettivi si è posto?
«Arrivare più in alto possibile. Intanto voglio cominciare vincendo sabato. Spero prima possibile di avere la chanche di combattere per il titolo italiano. Sono sereno, motivato, sicuro dei miei mezzi».
Conosce il suo avversario?
«So soltanto che ha nove match e sei sconfitte. Ma non dite che sarà un match facile, nel pugilato non esistono i combattimenti scontati».
Come è cambiata la sua preparazione?
«Sto facendo un lavoro completamente diverso, più specifico. Tra i pro la tecnica è importante ma conta moltissimo la preparazione atletica. Ora farò solo quattro riprese, poi i round cresceranno e devi farti trovare preparato».
Che match sarà?
«Ci tengo da matti a fare una bella figura. Ho la giusta carica, per me è come andare alla guerra, naturalmente nel senso sportivo. Devo dimostrare da subito di avere le potenzialità per poter puntare in alto».
La sensazione che si ricava è che lei sia ambizioso. È così?
«Non solo, sono anche molto realista. Come nella vita, anche nello sport non farò mai i passo più lungo della gamba. Conosco i miei limiti e so benissimo fin dove mi posso spingere. Lo ripeto, voglio arrivare più in alto possibile».
Tore Erittu è il suo allenatore, che consigli le dà?
«Se sono un pugile lo devo a lui. Mi ha insegnato tutto e spinto a fare il grande salto. È convinto che posso fare una bella carriera, farò di tutto per non deluderlo».
Domani è il grande giorno, faccia una promessa.
«Darò il massimo e spero che di fare un match brillante, esprimendo tutto il mio bagaglio tecnico. Se ci riuscirò la vittoria non può sfuggirmi».
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