cagliari respira
Gareggia con la carrozzina La squalifica diventa un caso
SASSARI. Uno “stroller” di troppo, una severità forse eccessiva e una squalifica che sta facendo discutere. Il tribunale federale della Fidal ha punito con 30 giorni di stop un mezzofondista lombardo...
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SASSARI. Uno “stroller” di troppo, una severità forse eccessiva e una squalifica che sta facendo discutere. Il tribunale federale della Fidal ha punito con 30 giorni di stop un mezzofondista lombardo che alcuni mesi fa aveva partecipato alla “Cagliari respira”, sulla distanza della mezza maratona, spingendo su una carrozzina la figlia di 3 anni. Per questa ragione, al momento di tagliare il traguardo, era stato squalificato, reagendo alla notifica del cartellino rosso con una risposta lapidaria, “chi se ne frega”.
La storia risale al 3 dicembre, quando l’uomo, tesserato con una società brianzola e in Sardegna per turismo con la famiglia, aveva deciso di partecipare alla mezza maratona cagliaritana insieme a sua moglie, portando con sè sua figlia a bordo di uno stroller, la speciale carrozzina ideata proprio per chi gli appassionati di running. Se da un lato il regolamento federale vieta qualsiasi comportamento che possa creare situazioni di pericolo durante la gara, dall’altra c’è dunque da chiedersi se prendere parte a una corsa podistica con un passeggino sia classificabile sotto tale fattispecie.
Già nei giorni immediatamente successivi, il presidente della Fidal Lombardia aveva criticato la decisione di squalificare il podista brianzolo: «Non condivido assolutamente la decisione dei giudici sardi – aveva detto Gianni Mauri al sito Mbnews – lo sport, quindi anche l’atletica, deve avere anche un valore sociale ed umano, che va al di là del risultato competitivo. Per giunta correre spingendo un passeggino non dà alcun vantaggio, semmai è una fatica in più – continua – i giudici dovrebbero pensare ad altro, a chi imbroglia, a chi taglia il percorso, a chi corre senza la maglietta sociale o con le cuffiette nelle orecchie».
Dopo alcuni mesi ecco puntuale la squalifica per 30 giorni da parte del tribunale federale, con la sentenza che fa riferimento a un post pubblicato su facebook dall’atleta, che aveva definito “pessima” la Fidal per la sua fiscalità e per non avere svecchiato certi regolamenti. Difficile dargli torto. (a.si.)
La storia risale al 3 dicembre, quando l’uomo, tesserato con una società brianzola e in Sardegna per turismo con la famiglia, aveva deciso di partecipare alla mezza maratona cagliaritana insieme a sua moglie, portando con sè sua figlia a bordo di uno stroller, la speciale carrozzina ideata proprio per chi gli appassionati di running. Se da un lato il regolamento federale vieta qualsiasi comportamento che possa creare situazioni di pericolo durante la gara, dall’altra c’è dunque da chiedersi se prendere parte a una corsa podistica con un passeggino sia classificabile sotto tale fattispecie.
Già nei giorni immediatamente successivi, il presidente della Fidal Lombardia aveva criticato la decisione di squalificare il podista brianzolo: «Non condivido assolutamente la decisione dei giudici sardi – aveva detto Gianni Mauri al sito Mbnews – lo sport, quindi anche l’atletica, deve avere anche un valore sociale ed umano, che va al di là del risultato competitivo. Per giunta correre spingendo un passeggino non dà alcun vantaggio, semmai è una fatica in più – continua – i giudici dovrebbero pensare ad altro, a chi imbroglia, a chi taglia il percorso, a chi corre senza la maglietta sociale o con le cuffiette nelle orecchie».
Dopo alcuni mesi ecco puntuale la squalifica per 30 giorni da parte del tribunale federale, con la sentenza che fa riferimento a un post pubblicato su facebook dall’atleta, che aveva definito “pessima” la Fidal per la sua fiscalità e per non avere svecchiato certi regolamenti. Difficile dargli torto. (a.si.)
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