Rabbia Juve contro un’Inter feroce
La strada verso il settimo scudetto di fila per i bianconeri passa oggi dal “Meazza”
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MILANO. Se fosse solo una questione di motivazioni, la rabbia della Juventus, reduce dal ko con il Napoli e a caccia del settimo scudetto, sarebbe nulla rispetto a quella dell'Inter, secondo Luciano Spalletti. »Noi è da sette anni che non portiamo a a casa niente: saremo ferocissimi, se è questa la condizione per dare di più, state tranquilli».
Passa dal derby d'Italia contro l'Inter, la strada della Juventus per «scrivere un altro pezzo di storia». Una partita da dentro o fuori, anche se non deciderà ancora lo scudetto, nella quale entrambe le squadre devono necessariamente conquistare i tre punti. E, proprio per questo motivo, ancora più bella e affascinante per una squadra che attraversa un momento in cui le cose vanno meno bene. Ma che da fenomeno che era non si è certo trasformata in un gruppo di brocchi. Sta tutto qui il pensiero di Massimiliano Allegri, alla vigilia della prima delle quattro finali che separano la Juventus dalla fine del campionato, e da uno scudetto, il settimo consecutivo, che è sinonimo di leggenda.
Fra giornate esaltanti e passaggi a vuoto, questi giocatori rappresentano l'evoluzione dell'Inter di Luciano Spalletti. »Ciò che mi dà più fiducia è la crescita della mia squadra - nota il toscano -. Sarà una partita durissima ma abbiamo imparato in questo periodo a dialogare con i nostri difetti e siamo pronti a giocarci la Champions League». Ad Appiano non è considerato un fattore la designazione di Daniele Orsato, che da giudice di linea fece infuriare Icardi nello Juventus-Inter della scorsa stagione.
I dubbi di formazione non mancano per Allegri ma l'idea di base sembra essere quella di riproporre il 4-3-3 di Madrid. «Bisogna mettersi in discussione e fare qualcosa in più per arrivare a campionato e Coppa Italia. Chiacchierare troppo non serve a niente».
Il derby d’Italia sarà preceduto dalla sfida (ore 18) tra la Roma e il Chievo. I giallorossi avranno la testa alla Champions (mercoledì sono attesi dal ritorno col Liverpool)? «Parliamo tantissimo del Liverpool e poco del Chievo, ma è inevitabile». E non potrebbe essere altrimenti, Eusebio Di Francesco ne è consapevole. L'attesa per la semifinale di ritorno coi Reds è tale che l'impegno di campionato in programma oggi all'Olimpico passa in secondo piano. Sottovalutare la formazione di Maran però potrebbe costar caro alla Roma, e così il tecnico giallorosso prova a ricordare che «nella crescita di questa squadra è fondamentale la capacità di trattare tutte le partite allo stesso modo. È fondamentale farlo».
Passa dal derby d'Italia contro l'Inter, la strada della Juventus per «scrivere un altro pezzo di storia». Una partita da dentro o fuori, anche se non deciderà ancora lo scudetto, nella quale entrambe le squadre devono necessariamente conquistare i tre punti. E, proprio per questo motivo, ancora più bella e affascinante per una squadra che attraversa un momento in cui le cose vanno meno bene. Ma che da fenomeno che era non si è certo trasformata in un gruppo di brocchi. Sta tutto qui il pensiero di Massimiliano Allegri, alla vigilia della prima delle quattro finali che separano la Juventus dalla fine del campionato, e da uno scudetto, il settimo consecutivo, che è sinonimo di leggenda.
Fra giornate esaltanti e passaggi a vuoto, questi giocatori rappresentano l'evoluzione dell'Inter di Luciano Spalletti. »Ciò che mi dà più fiducia è la crescita della mia squadra - nota il toscano -. Sarà una partita durissima ma abbiamo imparato in questo periodo a dialogare con i nostri difetti e siamo pronti a giocarci la Champions League». Ad Appiano non è considerato un fattore la designazione di Daniele Orsato, che da giudice di linea fece infuriare Icardi nello Juventus-Inter della scorsa stagione.
I dubbi di formazione non mancano per Allegri ma l'idea di base sembra essere quella di riproporre il 4-3-3 di Madrid. «Bisogna mettersi in discussione e fare qualcosa in più per arrivare a campionato e Coppa Italia. Chiacchierare troppo non serve a niente».
Il derby d’Italia sarà preceduto dalla sfida (ore 18) tra la Roma e il Chievo. I giallorossi avranno la testa alla Champions (mercoledì sono attesi dal ritorno col Liverpool)? «Parliamo tantissimo del Liverpool e poco del Chievo, ma è inevitabile». E non potrebbe essere altrimenti, Eusebio Di Francesco ne è consapevole. L'attesa per la semifinale di ritorno coi Reds è tale che l'impegno di campionato in programma oggi all'Olimpico passa in secondo piano. Sottovalutare la formazione di Maran però potrebbe costar caro alla Roma, e così il tecnico giallorosso prova a ricordare che «nella crescita di questa squadra è fondamentale la capacità di trattare tutte le partite allo stesso modo. È fondamentale farlo».
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